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Sovrappeso e obesità? Colpa dello stress ossidativo

Uno stile di vita e un'alimentazione scorretti ci espongono a un elevato stress ossidativo. Cos'è e come combatterlo

Pubblicato il 08/06/2015 da Roberta Martinoli

Siete di quelli che dormono poco e che per stare svegli eccedono con i caffè, siete stressati, trascurate di fare una sana colazione e durante il giorno mangiate la prima cosa che vi capita per poi compensare la fame con un unico ed esagerato pasto serale… e di conseguenza vi sentite stanchi, appesantiti, privi di forze fisiche e mentali, vi ammalate spesso e avete la sensazione di invecchiare troppo velocemente?

Probabilmente vi state esponendo ad un elevato stress ossidativo!

Lo stress ossidativo è una condizione alla base di numerose patologie ed è dovuto alla rottura del fisiologico equilibrio fra la produzione e l’eliminazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidanti, di radicali liberi e in particolare delle specie reattive dell’ossigeno (ROS, Reactive Oxygen Species).

Le ROS vengono in gran parte prodotte all’interno delle cellule a seguito di complesse reazioni biochimiche il cui scopo è la produzione di energia! Sono molecole instabili dal punto di vista chimico perché presentano un elettrone spaiato nell’orbitale più esterno! La stabilità delle specie chimiche si realizza infatti quando ciascun elettrone appartenente all’orbitale esterno è associato ad un secondo elettrone che ruota in direzione opposta. Entriamo poi quotidianamente in contatto con numerosi fattori in grado di generare radicali liberi. Tra questi ricordiamo le radiazioni, i raggi UV, i farmaci, gli xenobiotici, il fumo di sigaretta!

Ma perché i radicali liberi sono tanto dannosi? A causa della loro instabilità i radicali liberi cercano di neutralizzare la loro carica elettrica “rubando” elettroni alle molecole vicine. Si instaura un processo a catena per cui il numero di radicali liberi aumenta esponenzialmente! Quando presenti in eccesso i radicali liberi finiscono con il danneggiare in maniera irreversibile alcuni componenti cellulari tra cui i fosfolipidi di membrana, le proteine con funzione strutturale ed enzimatica ed il DNA! È attraverso questi processi che lo stress ossidativo causa malattia!

Per fortuna le nostre cellule sono provviste di meccanismi enzimatici in grado di neutralizzare i radicali liberi (superossido-dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi). Inoltre grazie all’alimentazione possiamo fare il pieno di preziose molecole quali la vitamina E, la vitamina C, i carotenoidi, il polifenoli e le antocianine, tutte in grado di neutralizzare le ROS con meccanismi non enzimatici.

In condizioni fisiologiche c’è un perfetto bilanciamento tra le ROS e i meccanismi enzimatici e non enzimatici di neutralizzazione. Ma se i radicali liberi sono in eccesso mentre le sostanze ad azione antiossidante sono ridotte o inefficaci il danno da stress ossidativo è garantito!

Numerose sono le patologie in cui ad un’aumentata formazione di ROS si associa un deficit delle difese antiossidanti (malattie cardiovascolari e neurologiche, forme tumorali, infezioni, infiammazioni, diabete). Ma forse non tutti sanno che anche l’obesità rientra tra le condizioni che hanno a che fare con un elevato stress ossidativo!

L’obesità rappresenta un problema sociale nel mondo intero (globesity) ed è a sua volta riconosciuta essere uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose malattie. Secondo le più recenti acquisizioni scientifiche l’obesità viene considerata un’infiammazione sistemica di basso grado.

Si sa che il tessuto adiposo è un organo con funzioni endocrine e di stoccaggio dell’energia. Le cellule più abbondanti sono ovviamente gli adipociti. Questi sono in compagnia di altre cellule numericamente meno rappresentate quali fibroblasti, cellule endoteliali e cellule del sistema immunitario. Tutte contribuiscono alla secrezione di ormoni e adipochine che con modalità endocrina, paracrina e autocrina diffondono a livello sistemico. Tra le adipochine alcune (IL-6) hanno una forte funzione infiammatoria, altre (leptina) hanno azione diretta sul controllo del peso corporeo regolando la sensazione di sazietà. Ma è proprio attraverso le adipochine che il tessuto adiposo contribuisce alla produzione di ROS. All’aumentare dello stress ossidativo il tessuto adiposo è indotto a produrre altre adipochine. Più adipochine ci sono in circolo e più aumenta lo stress ossidativo!

Ovviamente la natura non ha predisposto un meccanismo tanto complesso per farci ammalare! Si tratta invece di uno dei tanti sistemi volti al mantenimento delle condizioni ottimali (omesostasi). Ad ogni pasto abbondante l’insulina prodotta tenta di promuovere l’ulteriore accumulo di grasso all’interno delle cellule adipose. Se però queste sono già sature di trigliceridi diventano meno ricettive all’insulina e attraverso la secrezione di adipochine spingono le altre cellule adipose a diventare anch’esse insulino-resistenti. In conclusione quando l’adipocita ha fatto il pieno di grassi, i segnali di arresto di una loro ulteriore deposizione sono proprio le adipochine. Fin qui tutto bene, ma quando poi questo meccanismo viene sovra-espresso le cose si complicano!

All’insulino-resistenza finisce con l’associarsi un ridotto livello di adiponectina, considerata un’adipochina protettiva, con conseguente minor utilizzo dei grassi di riserva come fonte di energia. Si vengono inoltre a formare nuovi adipociti che daranno il via alla deposizione di nuovo tessuto adiposo. A questo punto si perde peso con difficoltà, mentre con grande facilità si tende ad ingrassare! Si comprende dunque che ad un certo punto si instaura un circolo vizioso in parte responsabile del fatto che l’obesità è una condizione che si auto-mantiene!

In conclusione l’obesità e le patologie associate si caratterizzano per un aumento dello stress ossidativo e per una riduzione della barriera antiossidante (formata da tutte le molecole in grado di contrastare lo stress ossidativo), due parametri che si possono misurare attraverso un semplice esame del sangue (FORT e FORD).

Comprendere aiuta a curare e la buona notizia è che agendo sullo stress ossidativo e sui fenomeni ad esso correlati possiamo ridurre non solo il volume degli adipociti ma anche il loro numero. Disponiamo dunque di un’arma in più nella lotta contro l’obesità!

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Roberta Martinoli

Roberta Martinoli
Nutrizionista

Sono ormai 15 anni che mi occupo di Nutrizione Umana. Dopo la laurea in Scienze Agrarie ho ottenuto il Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei presso l’Università di Roma Tor Vergata. È stato lì che ho cominciato a studiare le tecniche di valutazione della composizione corporea e i principi di dietoterapia. Mi sono ... LEGGI »

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