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Le 10 regole per sconfiggere l’allergia al polline

I consigli del San Raffaele

Pubblicato il 13/05/2015 da Prevenzione a tavola

L'allergia al polline è provocata dall'inalazione dei pollini e si ripresenta con ricorrenza stagionale in base al periodo di pollinazione delle specie responsabili dell'allergia, che si può manifestare in diversi modi a seconda che il polline sia ingerito, respirato o ci sia contatto diretto. I sintomi sono: congestione nasale e naso gocciolante, prurito agli occhi e lacrimazione, infiammazione delle mucose e tosse. In casi estremi possono anche manifestarsi sintomi più gravi come quelli tipici dell'asma e raramente l'allergia induce a shock anafilattico.

Le 10 regole per sconfiggere l'allergia al polline


Il San Raffaele ci offre 10 importanti consigli per combattere questa allergia: 1) Evitare di uscire durante le giornate secche e ventose, quando è più alta la concentrazione di pollini; 2) Evitare l’aerazione degli ambienti durante le ore più calde della giornata ed eventualmente usare condizionatori d’aria; 3) Fare la doccia e lavare i capelli quotidianamente. I granuli pollinici spesso rimangono intrappolati tra i capelli e la notte possono depositarsi sul cuscino, venendo così inalati; 4) Evitare di uscire subito dopo un temporale: l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggiore profondità; 5) Tenere sempre sott'occhio il calendario dei pollini; 6) Usare appropriate mascherine durante i lavori all’aperto; 7) Evitare i viaggi in macchina od in treno con i finestrini aperti. Quando possibile è preferibile viaggiare in autoveicoli con aria condizionata e filtri di aerazione anti-polline da pulire spesso: 8) Indossare un nuovo paio di scarpe quando si rientra a casa, e riporre le altre in un armadio in modo che non trasportino in giro le particelle allergizzanti. 9) Lavare spesso i pavimenti; ma attenzione all’utilizzo dell’aspirapolvere che può sollevare le particelle allergizzanti; 10) Tappeti, moquette, tappezzerie e tendaggi sono arredamenti rischiosi per gli allergici: lì si depositano pollini e polveri difficili da rimuovere.

Allergia al polline: il calendario dei pollini


Ed ecco un utile calendario che riporta i periodi di pollinazione: "I principali allergeni che si presentano nel periodo primaverile sono i pollini della Graminacee, della Parietaria, le Composite (ad esempio l’ambrosia), le Betullacee, le Oleacee e le Cupressacee. GRAMINACEE: da aprile a giugno PARIETARIA: da marzo ad ottobre COMPOSITE o ASTERACEE: da luglio a settembre BETULLACEE: da gennaio a maggio OLEACEE: da maggio a giugno CUPRESSACEE (Cipresso): da febbraio a fine marzo con possibili anticipi a gennaio o continuazioni fino ad aprile Negli ultimi anni si registra un incremento dei soggetti che soffrono di pollinosi da cipresso, in particolare in Toscana, Puglia, Liguria, Umbria, Lazio e Campania. Questo tipo di allergia riguarda soprattutto i più piccoli: nel centro Italia si stima che un bambino su dieci sia allergico al cipresso. Tra le principali cause l’aumento della sua coltivazione a scopi ornamentali o di rimboschimento".

La diagnosi dell'allergia al polline


Leggiamo sul sito dell'Istituto Superiore della Sanità: "Per identificare quale polline causa una certa allergia, è possibile effettuare diversi tipi di test. Un’attenta analisi delle abitudini e degli stili di vita del paziente, e di conseguenza delle probabili esposizioni in determinati periodi dell’anno, aiuta a limitare la ricerca. Tra i test veri e propri, quelli cutanei, eseguiti ‘graffiando’ o iniettando in un lembo di pelle estratti di diversi tipi di allergeni, consentono di verificare visivamente la risposta infiammatoria. Una ricerca più accurata può essere eseguita individuando le IgE nel sangue".



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