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Il grande rischio del consumare troppe proteine

Le proteine sono indispensabili per la vita ma i bambini e gli adulti mangiano circa il doppio delle proteine necessarie

Pubblicato il 08/05/2015 da
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I bambini sono un grande mercato, un mercato importantissimo per l’industria alimentare, per l’industria farmaceutica e per altri prodotti. È un mercato che fa gola, è un mercato su cui c’è una grande competizione e è importante che noi diventiamo coscienti, che dobbiamo difendere i nostri bambini da questo mercato. I nostri bambini mangiano male, mangiano troppo e mangiano in particolare troppe proteine. Le proteine sono indispensabili per la vita ma i nostri bambini e anche noi adulti, peraltro, mangiamo circa il doppio delle proteine di cui abbiamo bisogno.

Se si guardano le tabelle ministeriali per l’alimentazione scolastica e se si sommano le porzioni e le quantità di proteine che ci sono nelle varie porzioni del pasto di mezzogiorno che si dà a scuola, si scopre che se i bambini mangiassero tutta questa roba che gli offriamo, avrebbero già mangiato a mezzogiorno tutte le proteine di cui hanno bisogno nella giornata. Non dovrebbero mangiare proteine né a pranzo e né a cena. Un eccesso di proteine non fa bene alla salute, è uno dei fattori di obesità nei bambini, l’obesità nei bambini è un problema assolutamente drammatico negli Stati Uniti, ma è un problema anche importante qui da noi. Oggi conosciamo abbastanza bene quali sono le cause dell’obesità: in termini di nutrienti non sono tanto i grassi che fanno ingrassare, è l’eccesso di proteine che fa ingrassare, nonostante sapete che ci sono queste diete assurde che ti fanno dimagrire con un’esagerazione di proteine, ma queste sono diete che funzionano perché intossicano, non bisogna mai fare queste diete!

È importante rendere coscienti le amministrazioni comunali, le A.S.L., il corpo insegnante, le ditte di ristorazione e i bambini stessi che stiamo sbagliando il cibo che gli diamo. Cambiare le cose è sempre molto difficile, però si può, abbiamo qualche indizio che si può, sto lavorando su questo tema della ristorazione scolastica con l’associazione L’Ordine dell’Universo. Abbiamo instaurato delle relazioni con delle amministrazioni volenterose per fare qualcosa ma bisogna lavorare con i genitori perché spesso il primo ostacolo sono proprio i genitori che quando si riduce la carne per esempio nella mensa scolastica. Noi medici in particolare abbiamo trasmesso questa immagine che la carne è comunque un alimento molto importante per la crescita dei bambini, cosa che non è vero. Bisogna lavorare contemporaneamente con gli insegnanti perché è sufficiente che l’insegnante storca il naso quando arriva qualcosa di nuovo, quando arriva un prodotto per esempio a base di cibo vegetale. Nel menù dei bambini c’è un cibo animale tutti i giorni, o carne rossa o carne bianca, o uovo o formaggio o pesce, e spesso più cibi animali nello stesso pasto. Invece no, invece bisognerebbe seguire anche con i bambini le raccomandazioni dell’Oms che l’alimentazione deve essere prevalentemente basata su cibo di provenienza vegetale, va benissimo che ci sia del cibo animale, è bene che ci sia, ma non tutti i giorni, anche perché comunque i bambini poi lo mangiano tutti i giorni o quasi anche a casa. Gli studi sono chiarissimi nel mostrare che un eccesso di proteine favorisce l’obesità. Il latte materno contiene relativamente poche proteine, nel latte artificiale ce ne è di più, noi medici abbiamo pensato che il Padre Eterno si fosse sbagliato quando abbiamo inventato i latti artificiali, abbiamo detto: ma no ci sono poche proteine, mettiamogliene di più e chi è allattato, i bambini che sono allattati con il latte artificiale hanno un rischio significativamente maggiore di diventare dei bambini obesi.

Nel latte di mucca ci sono molte più proteine che non nel latte materno, anche il latte di mucca è una cosa che aiuta a prendere peso. Per cui gli studi sono chiarissimi sia sui bambini, sia sugli adulti, quindi bisogna cominciare a lavorare. La strategia che noi abbiamo utilizzato è quella di lavorare con i bambini, portare i bambini in cucina, fare cucinare i bambini. E i bambini invitano i loro genitori ad assaggiare le meraviglie che hanno cucinato che sono la zuppa di piselli, la cosiddetta zuppa Shrek, che ha inventato la Presidente dell’Associazione l’Ordine dell’Universo; che sono le polpette fatte con i legumi e i cereali integrali, che sono i dolci fatti senza zucchero, che sono i cioccolatini fatti senza zucchero. E allora i genitori vengono ed è un primo contatto che riesce a smuovere un po’ questa consolidata presunzione favorita da una tradizione medica ignorante. Perché noi medici non sappiamo più di alimentazione e non la studiamo a scuola.

Oltre alle proteine l’altro grande fattore dell’obesità che è uno dei principali problemi di salute pubblica oggi, sono le farine raffinate, le farine 00, la farina 0, lo zucchero. Michelle Obama due anni e mezzo fa ha annunciato insieme al Direttore del Ministero dell’agricoltura statunitense che nelle mense scolastiche degli Stati Uniti non ci sarà più nessun cibo che abbia come primo ingrediente una farina raffinata. Non dobbiamo dare il pane bianco ai nostri bambini, mentre la pasta anche bianca va bene, perché la pasta non è così nociva, non fa alzare la glicemia così rapidamente come il pane. Non dobbiamo dare le patatine ai nostri bambini e dobbiamo ridurre il contenuto di patate: i colleghi dell’università di Harvard hanno fatto una classifica dei cibi che fanno ingrassare sulla base dei loro studi su centinaia di migliaia di lavoratori della sanità che seguono ormai da 40 anni e periodicamente compilano questionari alimentari.

Al primo posto ci sono le patatine, al secondo posto le patate a pari merito con le carni conservate, le bevande zuccherate, con le carni rosse, poi ci sono le farine raffinate, i dolciumi, il burro,. I cibi che aiutano a non ingrassare, invece, sono i cereali integrali, i legumi, le verdure, la frutta, le noci, nocciole, mandorle, vorremmo vederli questi ingredienti anche nelle mense.



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Franco Berrino

Franco Berrino
Medico ed epidemiologo

Laureatosi in medicina e chirurgia magna cum laude all'università di Torino nel 1969 e specializzatosi in anatomia patologica, si è poi dedicato principalmente all’epidemiologia dei tumori. Dal 1975 lavora all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove dal 2002 dirige il Dipartimento di medicina preventiva e ... LEGGI »

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