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La bacca che inibisce il cancro

Il prunus, pianta che cresce in Molise, è in grado di uccidere il 70-78% delle cellule maligne dei test in vitro

Pubblicato il 21/04/2015 da Prevenzione a tavola

Dalle bacche di Prunus spinosa, usate nel Molise per produrre il liquore trignolino, una nuova terapia integrativa contro alcuni tumori, come colon, polmone e cervice uterina. E' il frutto di una collaborazione tra l'Istituto superiore di Sanità, la Società italiana di medicina biointegrata (Simeb) e l'azienda Biogroup. Lo studio - spiega all'Adnkronos Salute Franco Mastrodonato, presidente della Simeb - ha mostrato che l'estratto di prunus, addizionato con una particolare miscela di aminoacidi, sali minerali e vitamine, è in grado di eliminare le cellule tumorali nei test in vitro e di inibirne la proliferazione. Ora la nuova arma, dopo meticolosi test di tossicità, è stata brevettata e sarà in vendita da giugno in farmacia come integratore, da affiancare alla chemioterapia. "La ricerca è partita due anni fa - afferma Stefania Meschini, ricercatrice dell'Istituto superiore di sanità che ha testato l'estratto di Prunus - ed è nata da una collaborazione con l'azienda Biogroup. Queste è una pianta italiana che, soprattutto in Molise, ha trovato un habitat particolarmente efficace per sviluppare al meglio le proprietà antiossidanti, contiene anche molti flavonoidi. Siamo partiti con la sperimentazione in laboratorio trattando le cellule cancerose di pazienti con cancro al colon, polmone e cervice uterina con l'estratto della pianta. Ma da solo non funzionava pur non essendo tossico. Quindi - prosegue - l'abbiamo addizionato a un particolare complesso a base di aminoacidi, minerali e vitamine, denominato Can. Questo 'mix' è stato in grado di ridurre la sopravvivenza delle cellule tumorali e di eliminare tra il 70% e il 78% delle cellule cancerose nell'arco di 24 ore". L'integratore, messo a punto dalla collaborazione tra l'Iss e l'azienda Biogroup, da giugno in vendita in farmacia nella formulazione in pasticche, verrà presentato ufficialmente il 27 giungo all'Expo di Milano. "Sono molte le piante 'antitumorali' che studiamo all'Iss e che possono aiutare le terapie oncologiche tradizionali - ricorda Meschini - è un settore che potrà offrire ancora molte possibilità, ma servono fondi per studi e ricerche. Senza lasciar fuori da questo discorso le aziende". Lo studio sul Prunus è stato illustrato al IV Congresso internazionale di Medicina biointegrata a Roma. "Le qualità di questa pianta sono note nel territorio del Molise - osserva Mastrodonato - dalle bacche, drupe in dialetto, si produce il liquore Trignolino. Quello che abbiamo fatto grazie a questa collaborazione con l'Iss e la Biogroup è stato trovare la giusta formulazione del complesso attivatore nutraceutico, poi brevettato, che 'accende' l'effetto antitumorale del Prunus. I test in vitro - prosegue Mastrodonato - su linee cellulari umane colpite da cancro a colon, polmone e cervice uterina ne hanno dimostrato l'efficacia. Abbiamo un'arma in più per medici e pazienti - conclude - da aggiungere alle terapie oncologiche tradizionali". (Adnkronos)



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