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Perché bisogna digiunare prima e dopo la chemioterapia

Qualche giorno di digiuno si sopporta molto bene, anche nelle persone che sono malate

Pubblicato il 14/04/2015 da Franco Berrino
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È molto probabilmente utile per aiutare l'efficacia delle terapie oncologiche andare a fare i trattamenti con la glicemia bassa, con i fattori di crescita bassi, con le infiammazioni basse. Perché se la glicemia è bassa il tumore è in difficoltà, e allora i veleni della chemioterapia avranno maggiore facilità a ucciderlo. È stato dimostrato negli animali da laboratorio: se li si tiene a digiuno per due giorni prima della chemioterapia, e anche il giorno stesso e il giorno dopo, la chemio è molto più efficace. Quindi consideriamo l'opportunità di studiare se anche nell'uomo funziona questa cosa che funziona negli animali di laboratorio, e potrebbe funzionare.

Perché digiunare prima e dopo la chemioterapia

  Io so benissimo che uno, due, tre, quattro, cinque giorni di digiuno non fanno male a nessuno: si sopportano molto bene, anche nelle persone che sono malate. Per cui, personalmente, ai miei malati suggerisco di mangiare poco o non mangiare affatto il giorno prima della chemioterapia e il giorno della chemioterapia e poi riprendere a mangiare dopo. Occorrerebbe fare degli studi su queste cose: alcuni studi stanno partendo, però sono studi difficili da fare perché dietro questi studi non c'è business. Non c'è disponibilità di qualche grande impresa economica a finanziare studi di questo tipo, che devono essere fatti bene, devono essere grandi. Per cui cerchiamo di aumentare la consapevolezza che questi studi sono importanti e chiediamo che vengano fatti. Forse potrebbe interessarti questo video in cui consiglio ai malati tumorali di non prendete gli integratori di sostanze antiossidanti



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Franco Berrino

Franco Berrino
Medico ed epidemiologo

Laureatosi in medicina e chirurgia magna cum laude all'università di Torino nel 1969 e specializzatosi in anatomia patologica, si è poi dedicato principalmente all’epidemiologia dei tumori. Dal 1975 lavora all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove dal 2002 dirige il Dipartimento di medicina preventiva e ... LEGGI »

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