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Come combattere la cellulite

Non basterà limitarsi a qualche massaggio ma sarà necessario mettere in atto una strategia di cura integrata

Pubblicato il 13/04/2015 da Roberta Martinoli

Gli esperti la chiamano Pannicolopatia Edemato-Fibro-Sclerotica ma è meglio conosciuta come cellulite! Condizione assai diffusa nel sesso femminile, la cellulite non può essere considerata solo un problema di natura estetica. Nasce invece da un alterato funzionamento del sistema venoso e di quello linfatico con conseguente aumento dei depositi adiposi e sclerosi delle strutture connettivali. Non ben drenati, i liquidi finiscono con il raccogliersi tra una cellula e l’altra in uno spazio noto come Matrice Extracellulare rendendo ancora più difficile il drenaggio! La nostra principale riserva energetica è rappresentata dal pannicolo adiposo presente a livello dell’ipoderma, lo strato più profondo e più spesso della cute. Per mantenersi in condizioni di buona salute e assolvere correttamente alle sue funzioni, la nostra massa grassa deve essere ben vascolarizzata. Quando invece la circolazione emolinfatica risulta inefficace, ipoderma e derma vanno incontro a profonde alterazioni morfo-funzionali. L’eccesso di scorie metaboliche non opportunamente drenate è causa di intossicazione e di infiammazione. È da qui che prende origine la cellulite che può evolvere fino alla sclerosi tissutale. La Matrice Extracellulare è struttura ben nota ai medici e ampiamente trattata nei testi di istologia. In Omotossicologia con riferimento alla Matrice Extracellulare si parla di Sostanza Fondamentale di Pischinger. È a livello di questo distretto che sfioccano le terminazioni neurovegetative e che circolano sostanze neurali, endocrine e citochine rendendo possibile l’integrazione tra Psiche, Sistema Nervoso, Endocrino e Immunologico. Secondo l’inquadramento omotossicologico l’eccesso di tossine endogene ed esogene viene confinato a livello di Matrice Extracellulare per diluirne gli effetti. Se lo stesso carico tossico rimanesse all’interno della cellula questa andrebbe inevitabilmente incontro a morte. L’infiammazione diventa dunque una reazione di difesa attraverso la quale abbattere il carico tossico (si pensi all’attività di fagocitosi dei macrofagi)!

Come combattere la cellulite: i 4 stadi


Se però la situazione sfugge di mano, cronicizzando, si passa dalla fase di infiammazione alla fase di deposito e infine a quella di impregnazione. Di pari passo l’aspetto della nostra cellulite peggiorerà visibilmente passando da uno stadio I a uno stadio IV. Il I stadio, detto della cellulite edematosa, si caratterizza per l’edema (ristagno di liquidi) e per l’accumulo di grassi. La cute appare comunque ancora tesa ed elastica. È questa una fase facilmente reversibile. Nello stadio II, detto della cellulite edematosa avanzata, compare il caratteristico aspetto a “buccia d’arancia” mentre i depositi adiposi diventano sempre più evidenti e la cute perde la sua elasticità. Quando compare la fibrosi del connettivo siamo nello stadio III. Al tatto si può avvertire la presenza di piccoli noduli (micronoduli) mentre l’aspetto “a buccia d’arancia” diviene sempre più evidente. Il deficit di ossigenazione associato a fragilità vasale contribuisce alla comparsa di teleangectasie (quelle che comunemente chiamiamo capillari) mentre la cute può risultare fredda e si avverte dolore alla palpazione. Le cose possono peggiorare ancora. Parliamo allora di cellulite fibrotica avanzata (stadio IV). I noduli diventano più grandi (macronoduli), le teleangectasie si estendono ulteriormente e compare il caratteristico aspetto “a materasso”. Le donne affette da questa condizione avvertono dolore anche quando si esercita una pressione modesta. Dato il carattere ingravescente di questa condizione è consigliabile entrare in azione precocemente adottando un regime alimentare che contribuisca ad abbattere il carico tossico e svolgendo un’attività fisica costante ed appropriata. Alla dieta si può associare una terapia orale con lo scopo di eliminare le tossine accumulatesi a livello della Matrice Extracellulare. L’Omotossicologia dispone di numerosi rimedi: quelli di drenaggio connettivale (Galium Heel), renale (Pilosella Compositum), epatico (Carduus Cosmplex) ed intestinale (Endotox 2) e quelli di stimolo sul sistema linfatico (Lymphomyosot). Allo stesso tempo è possibile mettere in atto un trattamento biomesoterapico utilizzando più rimedi da iniettare nella zona interessata e nei punti di agopuntura di Milza-Pancreas, Fegato, Vescica e Rene.

La dieta per combattere la cellulite


Il regime alimentare dovrà privilegiare frutta, verdura, cereali integrali e proteine di buona qualità. Bisognerà ridurre l’assunzione di grassi saturi e idrogenati, zuccheri semplici, cloruro di sodio, conservanti e coloranti. A tale scopo sarà necessario eliminare gli alimenti industriali dalla propria dieta preferendo i prodotti della terra. Non bisogna dimenticare poi di bere molta acqua. Per stabilire il fabbisogno idrico personale basta moltiplicare il peso corporeo per 0,03. Così una persona che pesa 70 kg dovrà bere almeno 2 lt d’acqua al giorno (70 x 0,03 = 2,1 lt). Bevendo acqua a sufficienza favoriamo la diuresi e l’eliminazione delle sostanze di rifiuto attraverso l’emuntorio renale. Allo stesso tempo contrastiamo la stipsi sostenendo l’emuntorio intestinale. Esiste un legame stretto tra cellulite e stato di salute del nostro intestino! In condizioni di disbiosi i batteri patogeni, prendendo il sopravvento su quelli buoni, producono grandi quantità di nitrati, nitriti, nitrosammine, cadaverina, putrescina, tiramina, mercaptano, indolo, scatolo, residui ammoniacali e idrogeno solforato. Queste tossine vengono portate al fegato attraverso la circolazione entero-portale e avviate ad una trasformazione a livello epatico che finisce con il sovraccaricare l’organo. Quando il fegato sarà intasato per eccesso di tossine queste cominceranno ad essere trasportate in circolo dal sangue. Inizia così la fase di deposito a livello della Matrice Extracellulare di cui abbiamo ampiamente parlato. Ma non è finita qui! Tra le tante funzioni del fegato c’è anche quella di metabolizzazione degli estrogeni. Si comprende dunque come ogni fattore che alteri la funzionalità di questo prezioso organo possa causare un innalzamento della concentrazione estrogenica a livello ematico. L’eccesso di estrogeni finisce con lo stimolare oltre misura la lipoproteinlipasi estrogeno-dipendente presente sulla membrana citoplasmatica delle cellule adipose di fianchi e cosce. Per inciso la lipoproteinlipasi è un enzima la cui funzione è quella di captare i grassi presenti in circolo trasportandoli all’interno della cellula adiposa! La conseguenza è un aumento del grasso a livello della zona peritrocanterica! Per concludere, la cellulite è solo la punta di un iceberg il cui sommerso è fatto di alterazione del circolo ematico e linfatico, deficit funzionale e sovraccarico di organi ed emuntori! Per combatterla non basterà limitarsi a qualche massaggio ma sarà necessario mettere in atto una strategia di cura integrata che finirà con il far bene a tante altre cose!



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Roberta Martinoli

Roberta Martinoli
Nutrizionista

Sono ormai 15 anni che mi occupo di Nutrizione Umana. Dopo la laurea in Scienze Agrarie ho ottenuto il Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei presso l’Università di Roma Tor Vergata. È stato lì che ho cominciato a studiare le tecniche di valutazione della composizione corporea e i principi di dietoterapia. Mi sono ... LEGGI »

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