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Come sono fatte le Pringles secondo il Dr Mercola

Solo il 42% del contenuto è costituito da patate

Pubblicato il 09/04/2015 da Prevenzione a tavola
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*Video: Come sono fatte le patatine in scatola tubolare

Tutti i consumatori di Pringles si aspettano di mangiare delle vere e proprie patatine, ma pochi sanno che solo il 42% del contenuto di queste chips è fatto di patate. In un articolo dal titolo "La sconvolgente storia di come sono fatte le Pringles" il dottor Joseph Mercola spiega che "per capire la natura delle Pringles e di altre patatine impilabili bisogna dimenticare il concetto che sono fatte da vere patate. Pringles Company (nel tentativo di evitare di pagare le tasse sui cibi di lusso come le patatine nel Regno Unito) una volta ha persino argomentato che il contenuto di patate nelle loro chips è talmente basso che tecnicamente non possono neanche essere chiamate patatine. Quindi se non sono fatte di patate di cosa sono fatte?"

Gli ingredienti sono: patate disidratate, olio vegetale, grasso vegetale, farina di riso, amido di frumento, maltodestrina, emulsionante: E471, sale.

Le patatine fritte contengono una sostanza che aumenta il rischio di cancro

Uno degli ingredienti peggiori delle patatine fritte non viene aggiunto intenzionalmente, ma si forma nel corso del processo di cottura "a partire da alcuni zuccheri e da un aminoacido, entrambi presenti naturalmente negli alimenti. La presenza di acrilammide è stata rilevata in prodotti quali patatine, patate fritte a bastoncino, pane, biscotti e caffè", spiega l'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Nelle patatine in busta l’acrilammide presente è in percentuale nettamente maggiore.

Mypersonaltrainer dà qualche consiglio ai consumatori: "Eliminare parti arrostite o carbonizzate da una fetta di pane troppo tostata, aiuta a ridurre i pericoli dell'acrilamide. Un buon fritto fatto in casa, rispettando alcune regole importanti (scegliere un olio con alto punto di fumo, mai il burro, mantenerlo ad una temperatura di 170°C e cambiarlo di volta in volta senza "rabboccarlo") è sicuramente migliore di una porzione gigante di patatine fritte da fastfood. Tuttavia, se possibile, è meglio preferire altri metodi di cottura, come quella al vapore, la bollitura ed il cartoccio (inadatto per cibi acidi, come limoni e pomodori, perché la loro azione combinata con il calore favorisce il rilascio di alluminio dalla stagnola). Più in generale è importante eseguire sempre una cottura scarsa od appena sufficiente, mai esagerata. Questo provvedimento, oltre a proteggerci dall'acrilamide, assicurerà una perdita ridotta delle vitamine e di altri preziosi micronutrienti contenuti soprattutto nei prodotti vegetali.

L'associazione di alimenti fritti con verdure fresche diminuisce i rischi associati all'acrilamide e ad altre sostanze tossiche che si sviluppano durante il processo di cottura (sia perché le fibre ne riducono l'assorbimento sia per il loro prezioso carico di antiossidanti ad azione antimutagena).

La prossima volta che vi troverete dinanzi ad una invitante panatura dorata o ad una irresistibile crosticina, considerate il pericolo che nascondono; senza imporvi rinunce particolari, aggiungete questo tassello alle vostre conoscenze dietetiche per crearvi una sana cultura alimentare".



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