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Come eliminare la pancia

Perché la pancia si forma e come buttarla giù!

Pubblicato il 30/03/2015 da Roberta Martinoli

Come possiamo eliminare la pancia? Ve lo spiego in questo articolo.

La pancia è la nostra zavorra metabolica. Il suo volume è condizionato dal grasso che si raccoglie in sede sottocutanea e viscerale e dai fenomeni fermentativi che hanno sede nell’intestino, specie se disbiotico. Di tutti questi fenomeni il più pericoloso è senza dubbio l’accumulo di grasso viscerale! È il grasso che si localizza tra gli organi interni (fegato, intestino e reni) producendo citochine pro-infiammatorie (IL-6 e TNF-α) in grandi quantità. Rappresenta un fattore di rischio primario per le patologie cardiovascolari e per il diabete. Si forma con grande rapidità se si segue un regime alimentare ipercalorico, ricco di zuccheri semplici e di grassi saturi, e con facilità si perde (anche se tutti siamo convinti del contrario)! È infatti il deposito di grasso maggiormente soggetto alla lipolisi, vale a dire a quel processo metabolico che utilizza i grassi depositati come fonte di energia. Gli adipociti della “pancia” sono dunque una fonte permanente di citochine pro-infiammatorie. Attraverso l’infiammazione si vuole prevenire l’ulteriore deposizione di grasso all’interno delle cellule adipose. Si tratta dunque di un meccanismo di difesa: l’adipocita previene la sua morte dovuta all’accumulo di grassi infiammandosi e infiammando le cellule vicine!

Per meglio comprendere dobbiamo considerare che gli adipociti tendono ad ingrossarsi man mano che si riempiono di grassi ma per limiti strutturali non possono andare oltre una data dimensione definita “Critical Death Size”. Una volta raggiunta questa “taglia” critica l’adipocita va incontro a morte liberando nello spazio circostante i lipidi in esso contenuti. È a questo punto che intervengono i macrofagi che hanno il compito di mangiare (in termini scientifici “fagocitare”) i residui adipocitari e lo fanno raccogliendosi tutti intorno ai frammenti cellulari.

Si vengono così a creare delle strutture “a coroncine” che appaiono piuttosto grandi e che inducono una specie di reazione da corpo estraneo (come quella che si instaura per esempio quando il frammento di una spina ci si infilza in un dito). È a questo punto che avviene, soprattutto da parte dei macrofagi e degli adipociti ancora intatti, il rilascio di citochine pro-infiammatorie. A che scopo? TNF-α e IL-6 interferiscono con la fosforilazione del substrato 1 del recettore insulinico promuovendo l’insulino-resistenza. L’insulina è l’ormone anabolizzante per eccellenza. È grazie alla sua azione che il glucosio presente a livello ematico viene condotto all’interno degli adipociti e qui convertito in grassi di riserva. Attraverso l’insulino-resistenza è come se gli adipociti dicessero “Grazie mille però non ci serve accumulare altro grasso!”

Ma non è finita qui! Mentre tutti gli adipociti di cui siamo provvisti si riempiono fino a scoppiare e mentre alcuni di questi muoiono perché hanno raggiunto la taglia critica altri se ne formano! Finché ero ancora una studentessa si pensava che l’iperplasia (cioè l’aumento di numero) degli adipociti fosse un fenomeno che si verificasse solo nell’infanzia. Oggi sappiamo che gli adipociti si possono formare continuamente a partire dai pre-adipociti, cellule indifferenziate presenti anche nel tessuto adiposo degli adulti! Dunque non esistono limiti alla nostra capacità di ingrassare. Ma la logica che sta dietro a tutti questi fenomeni è la nostra spinta innata alla sopravvivenza. Se non avessimo la chance di diventare obesi, a fronte di un’alimentazione sbilanciata, ipercalorica, iperlipidica e iperglicemica saremmo destinati a morire giovanissimi di malattie di cui solitamente si soffre in vecchiaia!

Per sapere se stiamo accumulando troppo grasso addominale basta fornirsi di un metro da sarto e misurare la circonferenza vita. Fino a qualche tempo fa si riteneva normale una circonferenza vita ≤102 cm negli uomini e a 88 cm nella donna (secondo le indicazioni fornite dall’US National Cholesterol Education Programme Adult Treatement Panel III, NCEP-ATP III). Oggi l’International Diabetes Federation (IDF) ha rivisto i valori soglia definendo normale una circonferenza vita ≤94 cm per gli uomini e a 80 per le donne! Per valutare la condizione di insulino-resistenza sarà necessario dosare la glicemia e l’insulinemia basale e calcolare l’indice HOMA (Homeostasis Model Assessment) secondo le formule qui di seguito riportate:

Glicemia basale (mmol/l) x Insulinemia basale (mUI/l)

22,5

oppure

Glicemia basale (mg/dl) x Insulinemia basale (mUI/l)

405

A complicare ulteriormente questo quadro contribuisce la disbiosi intestinale. Condizione frequentissima al giorno d’oggi a causa dei ritmi di vita stressanti e della cattiva alimentazione, la disbiosi altro non è se non la sovra-crescita di batteri patogeni. Questi, al contrario dei batteri probiotici, sono in grado di degradare le fibre in zuccheri producendo specie chimiche come H2, CH3, CO2 (idrogeno, metano, anidride carbonica rispettivamente) e rendendo l’ambiente intestinale più acido. Inducono inoltre la formazione di nitrosammine e amine eterocicliche aromatiche, entrambe in grado di favorire la formazione dei tumori; cadaverina, putrescina, tiramina, mercaptano, indolo, scatolo tutte tossiche per l’enterocita; residui amminoacidici che contribuiscono all’avvelenamento epatico e idrogeno solforato che avvelena il polmone. Inoltre la membrana esterna dei batteri patogeni è formata in gran parte da molecole di lipopolisaccaride (LPS) anche noto come endotossina dei batteri gram-negativi. Questa molecola si lega ai recettori Toll-like presenti sulle cellule immunitarie e le induce a produrre TNF-α e IL-6, iNOS e resistina, a loro volta responsabili dell’instaurarsi dell’insulino-resistenza.

L'alimentazione per eliminare la pancia

Il fegato con il suo ruolo di organo emuntoriale si trova ad agire in quest’ambiente infiammato e compensa i deficit funzionali di intestino e sistema linfatico, infarcendosi esso stesso di grasso. Diviene dunque steatosico!

È facile ora comprendere che non si potrà perdere la pancia se prima non si rimettono a posto fegato, sistema linfatico e intestino! Sarà necessario alleggerire il lavoro del fegato virando verso un’alimentazione a base di pesce, carboidrati complessi, frutta e verdura; favorire l’attività degli organi emuntoriali (fegato e reni) e il drenaggio linfatico; eseguire una profonda pulizia del tubo digerente rimuovendo la gran parte dei batteri patogeni e infine ripopolarlo con i batteri buoni attraverso il ricorso a prebiotici-probiotici. Solo a questo punto saremo nelle condizioni ideali per poter perdere i chili di troppo. Lo faremo scegliendo alimenti con basso indice glicemico (cereali integrali, frutta e verdura), dando il giusto peso alle proteine di buona qualità, eliminando gli alimenti industriali troppo ricchi di sale, zuccheri e grassi saturi, e ricorrendo ad un’attività fisica moderata e costante. La cosa bella è che perdendo la pancia non stiamo solo migliorando il nostro aspetto. Mentre ci sentiamo più belli sappiamo di essere anche più sani!

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Meravigliosa bevanda!!! L'ho preparata questa mattina e tra 24 h sarà pronta da bere! È il Kefir d'acqua! Lo... Posted by Roberta Martinoli Nutrizionista on Martedì 2 dicembre 2014



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Roberta Martinoli

Roberta Martinoli
Nutrizionista

Sono ormai 15 anni che mi occupo di Nutrizione Umana. Dopo la laurea in Scienze Agrarie ho ottenuto il Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei presso l’Università di Roma Tor Vergata. È stato lì che ho cominciato a studiare le tecniche di valutazione della composizione corporea e i principi di dietoterapia. Mi sono ... LEGGI »

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