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I 10 cibi più controversi al mondo

Per ragioni di sostenibilità, etiche o culturali: perché bisogna pensarci due volte prima di mangiarli

Pubblicato il 24/03/2015 da Prevenzione a tavola

Ciascuno è libero di mangiarli o meno, ma ci sono alcuni alimenti che per il metodo, l'insostenibilità della loro produzione o per motivi culturali dovremmo riconsiderare. Si va dal tonno rosso, che rischia l'estinzione, alle pinne di squalo, passando per la carne di cavallo, molto apprezzata in Italia, ma che in altri paesi è un tabù. Vediamo di seguito gli aspetti più oscuri di ciascun alimento.

I 10 cibi più controversi del mondo


1) Caviale di beluga Lo chiamano "oro nero" ed è il caviale più costoso in assoluto, con un prezzo che può arrivare a quasi 10.000 euro al chilo. Lo United States Fish and Wildlife Service nel 2005 ha proibito l'importazione di caviale Beluga dal Mar Caspio e dal Mar Nero, per ridurne il pericolo di estinzione. 2) Tonno rosso Greenpeace ci spiega che "il tonno rosso del Mediterraneo è ormai sull’orlo del collasso, si stima che il suo stock sia diminuito di circa l’80%. A peggiorare la situazione le catture “nascoste” della sempre più diffusa pesca pirata e l’utilizzo di metodi di pesca che causano la cattura di una moltitudine di specie ”accessorie” (o bycatch), tra cui esemplari giovani di tonno. 3) Bushmeat Bushmeat significa "carne di foresta" e questo termine, leggiamo su Wikipedia, è impiegato per indicare "la carne degli animali selvatici terrestri uccisi nelle foreste tropicali di Asia, Africa e Sudamerica, per la sussistenza o per la vendita nei mercati locali". Il problema è che si tratta, nella maggior parte dei casi, di specie protette, la cui vendita alimenta il mercato nero florente. Maneggiarla quando è cruda o poco cotta, oltretutto, può trasmettere malattie come il vaiolo, la rabbia, l'HIV, o l'ebola. 4) Spigola cilena Il nototenide della Patagonia, più comunemente noto come spigola cileana, è un altra specie a rischio estinzione, come riportato su Wikipedia: "è il bersaglio di una pesca internazionale intensa e incontrollata. Navi provenienti dalla Norvegia, dall'Argentina, dal Sudafrica e da altre nazioni, nel 1997, hanno pescato circa 100.000 tonnellate di nototenide della Patagonia, dieci volte tanto la quantità permessa dalla Convenzione per la Conservazione della Vita Marina dell'Antartide (CCAMLR). La pesca illegale, incominciata soltanto nel 1993, è stata così intensiva che l'intera popolazione di nototenidi della Patagonia è ora in pericolo di estinzione commerciale e biologica". 5) Delfini In Italia nessuno penserebbe di mangiare un delfino, ma in certe parti del Giappone ogni anno 23.000 delfini vengono massacrati per essere consumati. The Cove, documentario del 2009, mostra come gli scaffali dei supermercati della città nipponica di Taiji, dove si possono trovare barattoli di carne di delfino. 6) Foie Gras Il processo di produzione di questo prevede che questi volatili vengano rinchiusi in minuscole gabbie dalla nascita e che venga loro somministrato più cibo di quanto ne dovrebbero assumere in natura. I pasti delle oche consistono in grano bollito nel grasso in modo da facilitarne l’ingestione, cosa che porta alla formazioni di grandi depositi di grasso nel fegato, proprio quello che viene ricercato dalla gastronomia. La video inchiesta di Animal Equality "scene terribili di animali confinati in minuscole gabbie, affetti da stress e depressione, feriti dal tubo che ogni giorno gli viene spinto nell’esofago per far passare il cibo, oppressi da problemi respiratori e di deambulazione per le abnormi dimensioni raggiunte dal fegato, maltrattati e lasciati morire senza cure". 7) Carne di cavallo L'Italia è il maggiore importatore di carne di cavallo, ma nei paesi anglosassoni i cavalli sono visti come un animale nobile e questo tipo di carne non viene consumato. Detto questo, la produzione i cavalli importati in Italia sono sottoposti a sofferenze fisiche e psicologiche durante il viaggio verso il nostro Paese, dove trovano una "morte terribile" nei macelli. Sonny Richichi, presidente di Italian Horse Protection (IHP) ha dichiarato in merito: "Il tema della macellazione dei cavalli e degli altri equidi è controverso per vari aspetti normativi, sanitari, culturali e etici: dando per scontati questi ultimi, vale la pena guardare l’indagine di Essere Animali e conoscere cosa si cela dietro questa crudeltà, per scoprire che la macellazione dei cavalli ha dirette ricadute anche sulla salute umana". 8) Carne di coniglio La carne di coniglio è sicuramente preferibile rispetto ad altri tipi in termini di salute, ma gli animalisti lo considerano un animale al pari di cane e gatto. I conigli non sono sicuramente a rischio estinzione, dato sono allevati in gabbie dove passano la loro breve vita prima di essere uccisi, come riporta Greenme: "A mettere a nudo tutta la verità che non vogliono farvi vedere è stata una nuova indagine di Compassion in World Farming. Durante l'estate, gli attivisti sotto copertura si sono infiltrati nelle aziende agricole in tutta l'UE e hanno scoperto una serie di abusi scioccanti. L'allevamento dei conigli da carne è simile a quello delle galline ovaiole, con gli animali tenuti sempre in gabbie e uccisi al raggiungimento dei 2-3 kg. Negli allevamenti i conigli femmine, utilizzate per sfornare una cucciolata dopo l'altra, sono tenute in isolamento per due anni, rimosse dalla loro gabbia solo per l'inseminazione artificiale e macellate appena la loro produttività diminuisce I macelli attivi in Italia adibiti all’uccisione dei conigli sono 32, in alcuni di essi si uccidono anche 30.000 individui al giorno". 9) Pinne di squalo La pratica di rimozione della pinna degli squali è particolarmente brutale, come spiegato su Greenstyle: "Si chiama finning ed è la crudele pratica dell’asportazione delle pinne di squalo appena pescato, la si effettua a bordo dei pescherecci poi l’animale viene rigettato in mare spesso ancora in vita. Privato delle pinne è destinato alla morte, vittima spesso di una lunga agonia e preda degli altri animali". Oltretutto gli squali sono una specie a rischio. Leggiamo su La Stampa: "In Oriente la zuppa di pinne di squalo è considerata una vera e propria prelibatezza, e una pinna di squalo di elefante può costare fino a 7.500 euro. La conseguenza è che il più fiero dei predatori, al top della catena alimentare nei mari, è ormai in pericolo in Europa e in tutto il mondo: sono circa 100 milioni quelli che vengono uccisi ogni anno". 10) Mucche e vitelli L'organizzazione animalista LAV racconta gli abusi perpetrati negli allevamenti di mucche e vitelli: "In natura vivrebbero fino a 40 anni, mentre in allevamento vengono avviate al macello dopo soli 7/8 anni, ormai usurate e meno produttive. Per produrre enormi quantità di latte destinate all’uomo, una mucca è costretta a partorire un vitello l’anno: allattamento e gravidanza coincidono durante la maggior parte dell’anno. I cuccioli sono allontanati dalla madre da 1 a 3 giorni dalla nascita. Le femmine rientrano nel ciclo produttivo del latte. I maschi, invece, sono nella maggior parte dei casi inviati alle aziende per ingrassarli, prima con latte in polvere integrato, poi con farine proteiche e scarti di macellazione: una dieta mirata unicamente a ricavare un prodotto commerciabile. Nelle stalle lo spazio è limitato rispetto alle naturali necessità degli animali. Spesso il numero degli addetti alla cura delle stalle non è sufficiente ad assicurarne una pulizia sufficiente: urina e feci accumulate sui pavimenti esalano grandi quantità di ammoniaca, che causa infiammazioni e problemi respiratori". Per approfondire...



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