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Come combattere sovrappeso e obesità

Sostituendo le cellule adipose bianche con quelle brune/beige si possono contrastare questi due problemi

Pubblicato il 16/03/2015 da Roberta Martinoli

L’obesità sta diventando un problema sociale nel mondo intero tanto che da qualche tempo si sente parlare di globesity. L’accumulo di grasso, soprattutto a livello addominale, predispone a diabete alimentare, patologie cardiovascolari, cancro e in generale a molte malattie considerate mortali (life-threatening diseases). Negli ultimi anni si sono compiuti molti progressi nella comprensione delle relazioni di causa-effetto tra obesità e patologie concomitanti. La principale funzione del tessuto adiposo è quella di riserva energetica. Se introduciamo più energia di quella che consumiamo giornalmente tendiamo a conservare l’eccesso calorico sotto forma di trigliceridi a livello della cellula adiposa. Che cosa succede però se i nostri adipociti sono già gonfi di grassi? Ad ogni pasto abbondante l’insulina prodotta tenta di promuovere l’ulteriore accumulo di grasso all’interno delle cellule adipose. Se però queste sono già sature di trigliceridi diventano meno ricettive all’insulina e attraverso la secrezione di adipochine spingono le altre cellule adipose a diventare anch’esse insulino-resistenti. In conclusione quando l’adipocita ha fatto il pieno di grassi, i segnali di arresto di una loro ulteriore deposizione sono proprio le adipochine. All’insulino-resistenza finisce con l’associarsi un ridotto livello di adiponectina, considerata un’adipochina protettiva, con conseguente ridotto utilizzo dei grassi di riserva come fonte di energia. Si vengono inoltre a formare nuovi adipociti che daranno il via alla deposizione di nuovo tessuto adiposo. A questo punto avremo alti livelli di glicemia e di trigliceridi circolanti, perderemo peso con difficoltà, mentre con grande facilità tenderemo ad ingrassare! Saremo in altri termini in piena “sindrome matabolica”! Tutti questi fenomeni si vengono ad instaurare principalmente a livello del grasso viscerale (organo adiposo). Tanto più grasso viscerale c’è e maggiore sarà la nostra propensione ad ammalare di diabete e di patologie cardiovascolari. La quantità di grasso viscerale correla direttamente con la circonferenza vita. Parametro semplicissimo da misurare (basta procurarsi un comune metro da sarto) la circonferenza vita ci fornisce informazioni importantissime sul nostro stato di salute! Fino a qualche tempo fa si riteneva normale una circonferenza vita ≤ 102 cm negli uomini e a 88 cm nella donna (secondo le indicazioni fornite dall’US National Cholesterol Education Programme Adult Treatement Panel III (NCEP-ATP III). Oggi l’International Diabetes Federation (IDF) ha rivisto i valori soglia definendo normale una circonferenza vita ≤ 94 cm per gli uomini e a 80 per le donne! Difficile rientrare in questi parametri anche con un leggero sovrappeso! La buona notizia è però che gli adipociti non sono tutti uguali. Mentre gli adipociti bianchi hanno la funzione di accogliere i grassi come riserva energetica, gli adipociti bruni utilizzano i trigliceridi per la loro fondamentale funzione: produrre calore! Quando nasciamo siamo ben dotati di grasso bruno. Via via che cresciamo tendiamo a perdere questo prezioso tessuto. In generale la quantità di grasso bruno dipende largamente dal background genetico, dall’età, dal sesso e dalle condizioni ambientali (temperatura, tipo di dieta, esercizio fisico). Interessante sapere che in particolari condizioni, gli adipociti bianchi possono essere parzialmente sostituiti con adipociti bruni o con adipociti “beige” (brown-like) in grado di simulare la funzione termogenica del grasso bruno! Mentre un’alimentazione eccessiva e sbilanciata favorisce la transdifferenziazione dell’adipocita bruno in adipocita bianco, per contro l’esposizione cronica al freddo potrebbe favorire la trasformazione dell’adipocita bianco in adipocita bruno/beige. Dunque una notevole caratteristica dell’organo adiposo è la sua plasticità poiché va incontro a cambiamenti anatomici che riguardano la composizione cellulare e l’apporto vascolare e nervoso a seguito di differenti stimoli. In altri termini il numero di adipociti bruni, bianchi e beige non è fisso ma varia in funzione di condizioni fisiologiche e patologiche. Questa caratteristica fondamentale dell’organo adiposo pone le basi per una futura terapia dell’obesità e della sindrome metabolica! Seguimi su Facebook



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Roberta Martinoli

Roberta Martinoli
Nutrizionista

Sono ormai 15 anni che mi occupo di Nutrizione Umana. Dopo la laurea in Scienze Agrarie ho ottenuto il Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei presso l’Università di Roma Tor Vergata. È stato lì che ho cominciato a studiare le tecniche di valutazione della composizione corporea e i principi di dietoterapia. Mi sono ... LEGGI »

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