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Ecco che gamberi arrivano sulle nostre tavole

L'inchiesta di Presa Diretta

Pubblicato il 16/03/2015 da Prevenzione a tavola
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Liza Boschin, inviata di Presa Diretta, ha realizzato un'inchiesta sconvolgente sulla produzione dei gamberi, molti dei quali arrivano nel nostro piatto. Il viaggio della giornalista parte dal Bangladesh per arrivare in Thailandia. Le telecamere hanno documentato come, dove e da chi vengono allevati i gamberi che finiscono sulle nostre tavole. Perché questi crostacei arrivano da così lontano? La produzione italiana di gamberi vive una crisi profonda dovuta alla concorrenza spietata dei prodotti importati dall'estero. I crostacei vengono pescati, allevati, spesso precotti e congelati a migliaia di chilometri di distanza, rendendo molto difficile i necessari controlli di qualità e portando in Italia alimenti rovinati e sui costi dei quali incide molto il lungo viaggio internazionale. Leggiamo da HuffingtonPost il prezzo pagato per l'importazione dei gamberi dal Bangladesh:
Si tratta di un'area che in passato era occupata da diverse coltivazioni, dai pascoli, dalle foreste e dalle risaie ma che è, oggi, un unico grande lago salato in cui donne e bambini lavorano per crescere i crostacei completamente destinati al mercato straniero. Creati abbattendo le dighe che proteggevano l'interno dalle mareggiate nel periodo dei monsoni, questi bacini d'acqua salata distruggono l'ecosistema bruciando le poche coltivazioni rimaste, facendo sparire i pascoli e intaccando addirittura le abitazioni degli abitanti del posto. Il viaggio della giornalista prosegue verso la Thailandia seguendo a ritroso le orme del trash fish, il pesce immondizia, ossia tutto quel pesce che non può essere venduto al mercato ma viene acquistato dai produttori di farina di pesce per creare il mangime necessario ad allevare i gamberi. L'Europa è il più grosso importatore di farina di pesce dalla Tailandia, usata anche per ingrassare i nostri polli e maiali di allevamento; tuttavia tra le bancarelle ricolme di trash fish l'occhio cade su diversi pesci tropicali della barriera corallina e sui piccoli di altre specie, portati a riva dai pescatori tramite la pesca a strascico che distrugge i fondali decimando i coralli. È questo il vero prezzo del cocktail di gamberi: la produzione nazionale e i suoi frutti arrancano, mentre a migliaia di chilometri da noi l'ambiente viene massacrato.

I CLIENTI ITALIANI - Quali sono i clienti italiani che importano questi gamberi di scarsa qualità in Italia? Presa Diretta fa i nomi: Ortofin, Coop Italia, Conad, Metro.Queste aziende comprano in Bangladesh e addirittura, in alcuni casi, trasformano il prodotto in un loro marchio sotto forma di sughi per la pasta. *Aggiornamento: La smentita di Conad: "Nella puntata di Presa Diretta di domenica scorsa è andato in onda il servizio “Salviamo il mare” sul sistema della coltura dei gamberetti nel Bangladesh, in cui Conad è citato da una persona intervistata all’interno dello stabilimento del gruppo Seamark a Chittagong (Bangladesh) tra i “molti clienti che comperano da noi merce in stock e la trasformano anche in prodotti a marchio loro”. Conad non importa né direttamente né indirettamente dal Bangladesh nessun prodotto ittico destinato ai propri brand (men che meno surgelati). Tant’è che i gamberetti che si vedono nel filmato sono a marchio di un competitor. Nell’assortimento ittico surgelato – venduto come tale o ingrediente di ricette – in nessun caso sono presenti e utilizzati i gamberi Tiger oggetto del servizio. Conad acquista i prodotti esclusivamente dai fornitori italiani, spagnoli e olandesi (e comunque da Paesi dell’Ue, in qualche caso e se necessario) che hanno – pochi – stabilimenti nel mondo, ma attualmente. Nessuno in Bangladesh. Si tratta in massima parte di prodotti ittici pescati l'unica eccezione è quella delle mazzancolle tropicali Conad, allevate in Ecuador Ufficio stampa CONAD".



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