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Come curare i funghi con l’aglio

Uno studio ha rilevato che funziona più delle medicine

Pubblicato il 03/02/2015 da Prevenzione a tavola

Potrebbe capitare di contrarre la micosi ai piedi, che si verifica quando questi sono infettati da un fungo. La prima cosa da fare è evitare che sorga questo problema lavandosi i piedi accuratamente almeno una volta al giorno e con un buon sapone che non irriti la pelle. Ma questo può non bastare e se ci "prendiamo i funghi" dobbiamo eliminarli in qualche modo. Di seguito vi proponiamo un ottimo rimedio naturale. Come curare i funghi con l'aglio: In questo alimento troviamo ajoene, una sostanza antimicotica che si è risultata efficace nel combattere diverse infezioni, come il piede d'atleta e la candidosi. La dottoressa Lawrence D. Rosen ha fatto notare che gli studi hanno dimostrato che applicando una soluzione di ajoene all'1% per due volte alla settimana per due mesi è possibile curare il piede d'atleta nel 100% dei casi. Il "Lamisil" invece presenta un tasso di cura del 94% di una soluzione all'1%, secondo quanto rilevato da una ricerca pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology. Le soluzioni di ajoene non si trovano nei negozi, ma si possono facilmente preparare tritando finemente alcuni spicchi d'aglio, e inserendoli in una bacinella con dell'acqua calda. Qui immergeremo i piedi per mezz'ora. Altrimenti possiamo anche mescolare l'aglio appena tritato con dell'olio di oliva per poi strofinarlo sulle aree dei piedi colpite con del cotone. Gli effetti collaterali dell'aglio non sono molto comuni e generalmente hanno scarsi effetti. Alcune persone tuttavia potrebbero sviluppare allergie.

Come curare i funghi con l'aglio: l'infuso con i chiodi di garofano


Leggiamo su Inerboristeria: "Si utilizza anche come infuso preparato con aglio, olio e 4 chiodi di garofano schiacciati, applicandolo sulla pelle per due o tre volte al giorno (dopo la preparazione, lasciarlo riposare a temperatura ambiente per tre giorni, poi filtrare; va conservato in frigorifero fino ad un massimo di 6 mesi)."



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