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Sciroppo di Glucosio-Fruttosio: 5 motivi per starne alla larga

Diversi studi hanno evidenziato che il consumo di bevande che lo contengono può contribuire all’obesità infantile

Pubblicato il 21/01/2015 da Chiara Cevoli

Sciroppo di Glucosio-Fruttosio: 5 motivi per starne alla larga

Diventato quasi onnipresente nelle etichette dei prodotti che compriamo al supermercato, in pochi sanno cos’è realmente, a cosa serve, da dove deriva e soprattutto: fa male o fa bene? Lo sciroppo di glucosio-fruttosio (HFCS -High Fructose Corn Syrup) è prodotto dal mais, in particolare dall’amido di mais: tramite l’uso di composti chimici o enzimi a partire dalla lunga catena di molecole di glucosio che formano l’amido, si arriva ad una soluzione, lo sciroppo, che contiene oltre al glucosio percentuali variabili di fruttosio (45-55%). Perché ne dobbiamo stare alla larga?
  • 1. Nel saccarosio un legame chimico unisce il glucosio e il fruttosio. Quando si mangia, gli enzimi dello stomaco e dell'intestino rompono questo legame chimico. Nell’HFCS nessun legame chimico lega il glucosio al fruttosio: gli zuccheri sono già “slegati”, quindi entrano molto velocemente in circolo. Il fruttosio della frutta, al contrario, è “intrappolato” nelle fibre ed è quindi assorbito dall’intestino molto lentamente.
  • 2. Una parte del fruttosio negli sciroppi HCFS non potendo essere tutto velocemente assorbito rimane nell’intestino dove fermentando può causare coliche. La maggior parte arriva invece al fegato dove è trasformato in grassi e stimola (con ritardo) la secrezione di insulina: questo processo a lungo andare oltre a causare problemi a livello epatico, porta all’insulino-resistenza, primo passo verso il diabete di tipo II.
  • 3. Diversi studi hanno evidenziato che il consumo di bevande contenenti HFCS può contribuire all’obesità infantile. Inoltre questo sciroppo sembra sia una delle cause primarie dell’epidemia di diabete di tipo II che sta colpendo i paesi occidentali.
  • 4. L'assunzione di fruttosio, a differenza del glucosio non è controllata dagli ormoni, quindi non solo non stimola la secrezione di insulina, ma anche di altri ormoni che regolano l’appetito: in pratica non arriva mai, o con molto ritardo, il senso di sazietà. Perciò noi mangiamo, mangiamo e mangiamo senza sentirci mai sazi, ma contemporaneamente ingrassiamo e non poco perché le calorie sono le stesso dello zucchero.
  • 5. Le industrie alimentari usano questo dolcificante perché costa molto meno del comune zucchero, saccarosio, rende i prodotti più soffici e fa sì che si conservino più a lungo. Quindi, in pratica comprando gli alimenti che lo contengono, oltre a far guadagnare uno sproposito a chi già guadagna molto sulla nostra salute, sosteniamo un’agricoltura di sfruttamento, inquinante e eticamente sbagliata. E intanto ci ammaliamo.
In quali alimenti è contenuto? Vi riporto una piccola lista, giusto per farvi capire che lo aggiungono a tanti, troppi alimenti:
  • Tra le merendine: Kinder Brioss, Crostatine del Mulino Bianco
  • Yogurt: quasi tutti i Muller 0% lo contengono, e qui siamo proprio di fronte un paradosso alimentare.
  • Biscotti: Oro Saiwa (chi non li ha mangiati quando messo a dieta o semplicemente per “stare attenti alla linea”?), Biscotti Galbusera Ricchi in Fibre (Più Integrali, Col Cuore Frollino, Turco).
Leggete le etichette quando comprate qualsiasi prodotto confezionato al supermercato, questo è l’unico modo che avete per esser sicuri di quello che mangiate. Seguimi su Facebook:
 



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Chiara Cevoli

Chiara Cevoli
Biologa Nutrizionista

Laureata in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica presso l'Università di Roma La Sapienza nel 2009 con lode, mi sono da subito interessata alla tematica dell'alimentazione frequentando diversi corsi e collaborando in alcuni Ospedali del Lazio come volontaria. Negli anni successivi è quindi iniziata la mia attività come Biologo Nutrizionista ... LEGGI »

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