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Cosa contiene davvero il pandoro?

L'analisi di tre diverse marche di pandoro: Bauli, Tre Marie e Melegatti

Pubblicato il 23/12/2014 da Chiara Cevoli

Come è fatto un pandoro? L'analisi di tre diverse marche

Prendiamo in esame tre diverse marche di pandoro classici commerciali: Bauli, Tre Marie e Melegatti. Vediamo quali sono gli ingredienti e i valori nutrizionali e cerchiamo di capire quale potrebbe essere il migliore e perché.

Pandoro Bauli

Ingredienti: farina di grano tenero tipo “0”, zucchero, uova fresche, burro, lievito naturale (glutine), emulsionanti: mono- e digliceridi degli acidi grassi, latte scremato in polvere, sale, burro di cacao, aromi. Zucchero a velo in bustina, ingredienti: zucchero impalpabile, amido di frumento, aromi.

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Pandoro Tre Marie

Ingredienti: farina di frumento, burro 20%, uova fresche 20%, zucchero, lievito naturale (frumento), emulsionante: mono- e digliceridi degli acidi grassi (di origine vegetale), latte fresco intero pastorizzato, burro di cacao, sale, aromi. Zucchero a velo in bustina, ingredienti: zucchero, amido d frumento, aromi.

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Pandoro Melegatti

Ingredienti: farina di frumento, uova fresche, burro, zucchero, lievito naturale (frumento), emulsionante: mono- e digliceridi degli acidi grassi (di origine vegetale), sciroppo di glucosio-fruttosio, latte scremato in polvere, sale, burro di cacao, aromi. Zucchero a velo in bustina, ingredienti: zucchero, amido di frumento, vanillina.

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Partiamo dagli ingredienti: sono più o meno gli stessi, con piccole differenze. La prima differenza è sul latte, solo il pandoro Le Tre Marie usa latte fresco, gli altri latte in polvere. Sicuramente il primo è un ingrediente di qualità superiore rispetto al secondo. Invece, solo nel pandoro Melegatti tra gli ingredienti è presente lo sciroppo di glucosio-fruttosio.

pandoro

Cos’è lo Sciroppo di Glucosio-Fruttosio?

Lo sciroppo di glucosio-fruttosio è un dolcificante estratto dall’amido di mais, dalla fecola o dall’inulina tramite acidi organici o enzimi. Rispetto al comune zucchero da cucina, il saccarosio, formato da glucosio e fruttosio in eguali quantità (il saccarosio, disaccaride, è una lunga catena di glucosio e fruttosio, monosaccaridi) lo sciroppo di glucosio e fruttosio ha una percentuale più alta di fruttosio rispetto al glucosio: dal 55% al 90%. Il motivo è semplice: il glucosio ha una dolcezza di circa il 70% se confrontato con il saccarosio, il fruttosio è invece del 30% più dolce del saccarosio. Quindi se uso questo sciroppo il prodotto sarà più dolce rispetto all’utilizzo del semplice saccarosio. È in pratica uno stratagemma usato dall’industria alimentare. Lo sciroppo di glucosio-fruttosio sembra abbia ripercussioni non particolarmente positive sulla nostra salute. Secondo la FDA (Food and Drugs Administration - ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) lo sciroppo di glucosio e fruttosio non può essere considerato un dolcificante naturale, anche se prodotto a partire da amido o fecola di patate (prodotti naturali).

Alla luce di quanto detto sarebbe bene eliminare i prodotti che contengono questo ingrediente, o comunque limitarne il più possibile l’uso.

Percentuali di Assunzione di Riferimento

Rispetto ad una dieta di 2000 Kcal (adulto medio), mangiando una fetta di pandoro, otteniamo la seguente assunzione percentuale di nutrienti.

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Come potete vedere voi stessi dalla tabella è bene consumare questo dolce con estrema moderazione: una fetta copre il fabbisogno energetico di una abbondante colazione, i grassi saturi (i grassi dannosi per la nostra salute) coprono il 58% del nostro fabbisogno giornaliero. Se pensate che parliamo di un dolce consumato dopo un abbondante pasto, è bene accontentarsi di una fetta: la moderazione è sempre la scelta migliore.

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Chiara Cevoli

Chiara Cevoli
Biologa Nutrizionista

Laureata in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica presso l'Università di Roma La Sapienza nel 2009 con lode, mi sono da subito interessata alla tematica dell'alimentazione frequentando diversi corsi e collaborando in alcuni Ospedali del Lazio come volontaria. Negli anni successivi è quindi iniziata la mia attività come Biologo Nutrizionista ... LEGGI »

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