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Ebola, Napolitano telefona al medico italiano ammalato

Il capo dello stato ha fatto gli auguri al medico di Emergency ricoverato allo Spallanzani

Pubblicato il 18/12/2014 da Prevenzione a tavola

Ebola, Napolitano telefona al medico italiano ammalato


Le condizioni del medico italiano che ha contratto il virus ebola continuano a migliorare. Il medico, che lavora per Emergency, non risulta più essere in prognosi riservata, secondo quanto riportato dal bollettino di oggi dell'istituto Spallanzani di Roma, la clinica in cui è stato ricoverato. Nella giornata di ieri il presidente dell'organizzazione Cecilia Strada ha dichiarato che ormai "si può vedere la fine del tunnel", con riferimento al miglioramento delle condizioni del dottore. Ora il paziente è in grado di respirare, camminare e alimentarsi autonomamente, mentre solo due settimane fa le sue condizioni si erano aggravate e il personale dello Spallanzani avevano dovuto ricorrere al respiratore e trasferirlo nel reparto di rianimazione. Il paziente ha anche ricevuto una telefonata di auguri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

5 cose che devi sapere sull'Ebola


1) Esiste da decenni: è importante sapere che erano già scoppiate in passato delle epidemie di ebola: nel 1976 il virus si presentò per la prima volta. In precedenza era stato chiamato Zaire virus, dal nome dello stato che ora si chiama Repubblica Democratica del Congo. Al momento ci sono due epidemie, una in Africa Occidentale e una in Congo. 2) Non c’è cura: l’alto tasso di mortalità e i sintomi che si manifestano come il sanguinamento fanno pensare ad un film horror. In realtà, come avevamo già spiegato, non si tratta di una malattia altamente contagiosa: è il motivo per cui gli investimenti per la ricerca non sono mai stati altissimi ed è stata data priorità ad altre malattie. In questo momento si stanno sperimentando diversi vaccini: solo in Russia ne sono stati messi a punto tre e uno anche in Italia. 3) In Africa Occidentale non c’è stata una reazione adeguata: in Africa Occidentale l'epidemia è scoppiata per via della mancanza di un efficiente sistema sanitario e delle scarsissime condizioni di igiene della popolazione. Per di più l’epidemia negli stati di questa zona dell'Africa l'epidemia ha causato disordini e violenze di ogni tipo. 4) Il rischio di contagio in Occidente non è alto ormai la psicosi è passata, ma se il virus dovesse raggiungere il Vecchio Continente o gli USA il rischio di contagio e diffusione non sarebbe alto come in Africa, grazie al sistema di alert europeo e agli efficienti sistemi sanitari dei paesi industrializzati. Per via del fatto che i pazienti che contraggono l'ebola diventano infetti 21 giorni dopo che si ammalano e verrebbero quindi messi in quarantena immediatamente, una volta scoperti. 5) L’epidemia costa decine di miliardi di dollari: la Banca Mondiale aveva reso neto che il virus nel peggiore dei casi costerà 33 miliardi di dollari. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti all'inizio della crisi aveva spedito circa 3.000 militari in Africa Occidentale, per un costo di circa 1 miliardo di dollari. Iscriviti a questo gruppo se ti interessano notizie di salute e alimentazione

Fonti: Reuters; La Fucina; ANSA



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