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La sostanza cancerogena contenuta nel pesto

Si tratta del metileugenolo, che è contenuto nelle piantine piccole di basilico

Pubblicato il 09/12/2014 da Prevenzione a tavola

Il basilico, e quindi anche il pesto alla genovese, contiene il metileugenolo, una sostanza sospettata di essere cancerogena, dopo che sono stati effettuati test sui ratti. Scrive il chimico Dario Bressanini sul suo blog:
"La cattiva notizia è che esperimenti di laboratorio sui topi hanno mostrato che il metileugenolo è cancerogeno, mentre l’eugenolo non lo è. Perlomeno sui topi. Poiché il pesto solitamente si prepara con piantine piccole, i ricercatori stimano in 250 microgrammi per kilo di peso corporeo, per pasto (e 500 nei bambini) la quantità di metileugenolo assunto con il pesto mentre l’assunzione media stimata è normalmente solo di qualche microgrammo per kilo al giorno per i non consumatori di pesto. Un microgrammo è la millesima parte di un milligrammo o, se preferite, la milionesima parte di un grammo. Stiamo parlando di quantità che possono apparire molto piccole, ma che possono sicuramente avere effetti sugli organismi viventi."
Non vi è certezza che questa sostanza possa avere effetti nocivi sul nostro organismo, dato che il test è stato effettuato sui ratti, e sono necessari accertamenti. Ad ogni modo gli scienziati consigliano, se si vuole evitare qualsiasi impatto negativo di questa sostanza, di utilizzare piante sopra i 16 cm. Spiega Bressanini:
"Ulteriori studi sono necessari per valutare se esista un rischio reale associato con il consumo di basilico ricco in metileugenolo. Per ora suggeriamo di preparare il pesto con piantine di basilico alte almeno 16 centimetri, dove la quantità di metileugenolo è molto ridotta."
È importante che i consumatori sappiano che mangiare basilico che contiene metileugenolo non significa contrarre tumori, ma aumentano i rischi. Rischi che aumentano anche quando si assumono sostanze presenti in altri prodotti che consumiamo quotidianamente, come la carne alla griglia, la crosta abbrustolita del pane, i cetrioli sottaceto. Il metileugenolo, spiega ancora Bressanini "è stato dimostrato essere genotossico e cancerogeno. Quindi l’esistenza di un livello di soglia non può essere assunto, e il comitato non ha stabilito nessun livello di esposizione di sicurezza. Quindi suggeriamo una riduzione dell’esposizione e una restrizione nell’uso". Tuttavia, precisa, "quando si parla di cancerogenicità di un cibo bisogna sempre andarci con i piedi di piombo: prima di tutto perché un cibo contiene molte sostanze che nel nostro corpo possono interagire in modo diverso, e poi perché non bastano dei test sulle cavie ma servono degli approfonditi studi epidemiologici, su un campione significativo di persone". Iscriviti a questo gruppo se ti interessano notizie di salute e alimentazione



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