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L’uomo che ha perso due figli per un vaccino

La testimonianza di Giorgio Tremante

Pubblicato il 01/12/2014 da Prevenzione a tavola
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All'inizio nessuno voleva credergli e lo prendevano per matto, ma alla fine, dopo 24 anni, il Ministero della Sanità ha dato ragione a Giorgio Tremante, che ha perso due figli a causa del vaccino per la poliomielite. Riportiamo un articolo che riportava la vicenda apparso sul Corriere della Sera il 6 maggio 1995: "Nel 1971 mori' Marco, che aveva sei anni. Nel 1980, mori' Andrea, che ne aveva quattro. Nel 1995, dei tre figli di Giorgio Tremante, geometra veronese, resta soltanto Alberto, il gemello di Andrea, studente, immobilizzato su una sedia a rotelle, con le cannule dell' ossigenatore sempre infilate nel naso perche' altrimenti non respirerebbe. Un quarto di secolo ha impiegato Tremante per dimostrare che i suoi figli erano vittime della vaccinazione contro la poliomielite, obbligatoria dal 1966. I medici gli davano del matto. Sbagliavano. In questi giorni la commissione del ministero della Sanita' incaricata di esaminare il caso ha stabilito "un nesso di causalita' " tra l' antipolio Sabin, il decesso di Marco e Andrea e i danni subiti da Alberto. Per legge, la famiglia Tremante ora avrebbe diritto a un risarcimento: cinquanta milioni per ciascun figlio deceduto, 14 milioni annui per quello sopravvissuto. Ma l' indennizzo scatta dal momento in cui viene presentata la domanda. "Nel mio caso, dal 1993, visto che la legge fu varata soltanto nel 1992. Una beffa anticostituzionale", accusa il geometra. E gia' pronto a dare nuovamente battaglia. Marco, primogenito di Giorgio e Franca Tremante, riceve l' antipolio a tre mesi dalla nascita, nel 1965. E subito comincia a stare male. Tremori diffusi, difficolta' di deambulazione, rallentamento della parola. Il calvario dura fino all' 11 ottobre 1971, quando muore. Cinque anni dopo nascono Andrea e Alberto, gemelli. Anche loro vengono vaccinati, nonostante l' opposizione dei genitori. La stessa patologia che s' e' portata via il primo figlio non tarda a manifestarsi. "Deficit immunologico e drammatico quadro di insufficienza respiratoria", si legge nel pronunciamento della commissione ministeriale. Andrea non ce la fa. Alberto si salva ma resta handicappato. Giorgio Tremante lascia il lavoro di grafico pubblicitario e comincia la sua lotta solitaria. Sembra il copione del film L' olio di Lorenzo. Come Augusto Odone, l' italo americano che trovo' la cura per il figlio condannato a morte, passa le notti sui testi universitari. Bussa alla porta di Rita Levi Montalcini "che appena udi' la parola "vaccinazione", me la richiuse subito in faccia", ricorda. Si fa ricevere a Maranello da Enzo Ferrari, che gli dona un prodotto naturale contro la distrofia muscolare, importato dal Peru' , da somministrare ad Alberto. Infine l' incontro risolutivo con il professor Giulio Tarro. Il virologo napoletano, gia' allievo di Sabin, nel 1990, anticipa la diagnosi: encefalopatia da poliovirus vaccinico. "In Italia, almeno ottomila bambini hanno subito la stessa sorte . calcola Giorgio Tremante .. Io non sono contrario alle vaccinazioni: mi batto perche' non siano obbligatorie. Se lo Stato intende mantenerle tali, si assuma anche l' onere di un' indagine preventiva sulla risposta del sistema immunitario". Seguici su Facebook se ti interessano notizie di salute e alimentazione



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