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Colesterolo: il terrore indotto dalle lobbies farmaceutiche

La denuncia dello scienziato Silvio Garattini

Pubblicato il 28/11/2014 da Prevenzione a tavola
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Colesterolo: il terrore indotto dalle lobbies farmaceutiche


Le lobbies delle case farmaceutiche inducono terrore nei consumatori per aumentare i propri ricavi. È quanto denunciato da Silvio Garattini, fondatore dell'istituto di ricerca Mario Negri in merito all'allarmismo fatto sul colesterolo: "C'è una seconda strategia, che anche quella vira ad aumentare i consumi, ed è quella di giocare su quelli che si considerano i livelli di normalità. Il problema riguarda il colesterolo: una volta la colesterolomia normale era considerata 240, poi è diventata 220, poi è diventata 200 e adesso, si dice, bisogna avere il colesterolo più basso possibile". Lo scienziato ha spiegato che l'ipercolesterolomia è diventata "una delle principali paure per la salute di milioni di persone, le quali, spaventate dal rischio di infarto si sono riversate in farmacia, facendo diventare il Lipitor, con vendite per 10 miliardi di dollari l'anno, il farmaco con obbligo di ricetta medica più venduto di tutti i tempi".

Colesterolo: le strategie per allargare il mercato dei farmaci


Ma i consumatori non vengono informati adeguatamente, infatti il colesterolo alto c'entra molto poco con il rischio di infarto. "Recentemente sono stati pubblicati due studi che indicano che questi farmaci possono abbassare il livello di colesterolo, ma non riducono il rischio di problemi cardiaci. È questo è incredibile se pensiamo che sono stati spesi centinaia di migliaia di dollari in pubblicità per indurre la gente a pensare che questo era il farmaco giusto per chi era a rischio di infarto", ha spiegato un esperto alle telecamere Rai. "Se ti sta a cuore il tuo cuore fallo proteggere dal tuo medico contro i rischi di infarto, chiedigli il Lipitor", si può sentire nello spot del Lipitor. E questo non è l'unico stratagemma utilizzato dalle lobbies farmaceutiche, infatti "la strategia per allargare il mercato dei farmaci non è solo quella di rivolgersi alle persone con rischi cardiaci, ma anche di considerare a rischio le persone semplicemente con colesterolo alto". Negli anni '90, secondo le direttive degli istituti nazionali per la salute, 13 milioni di americani avrebbero avuto bisogno di curarsi con le statine per abbassare il colesterolo. Nel 2001 una commissione di esperti ha riformulato queste direttive facendo salire il numero a 30 milioni. Nel 2004, spiega il servizio di Rai Tre, un'altro comitato di esperti ha aggiornato ancora le direttive: oggi sono 40 i milioni di americani che avrebbero bisogno di curarsi per abbassare il colesterolo: "Ci sono disturbi che vengono veramente commercializzati, dei quali fino a poco tempo fa nessuno aveva mai sentito parlare. Per esempio il disturbo d'ansia sociale, prima avrebbe potuto essere definito 'timidezza', mentre oggi viene diagnosticato e ci sono farmaci specifici per combatterlo", ha concluso l'esperto.Se vuoi consigli su una giusta alimentazione seguici su Facebook!



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