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La verità sulla data di scadenza degli alimenti

Si possono diminuire gli sprechi interpretando correttamente la data di scadenza

Pubblicato il 21/11/2014 da Prevenzione a tavola

La verità sulla data di scadenza degli alimenti


In Italia l'8% del cibo acquistato viene gettato nella spazzatura. Una percentuale altissima, che può essere sicuramente ridotta se si interpretasse correttamente la data di scadenza, come spiegato da Roberto La Pira del Fatto Alimentare. Attenzione, non è un invito a consumare i cibi scaduti, infatti la data di scadenza degli alimenti indica il termine del periodo di tempo in cui i cibi mantengono le caratteristiche sensoriali e la presenza di batteri si trova al di sotto dei limiti. Tuttavia La Pira fa notare che se si consumano alcuni alimenti qualche giorno dopo la data scadenza non si corre alcun rischio in termini di salute.

Data di scadenza degli alimenti: i cibi che possiamo consumare a pochi giorni dalla scadenza senza correre rischi


Il giornalista del Fatto Alimentare ha elencato una serie di cibi che possono essere consumati a pochi giorni della data di scadenza senza alcun rischio per la nostra salute: "Il latte fresco di alta qualità per legge scade dopo 7 giorni, ma se conservato bene in frigorifero si può tranquillamente bere uno o due giorni dopo; lo yogurt scaduto dopo 7-10 giorni si può consumare senza problemi se non ci sono rigonfiamenti o muffe". E ci sono anche cibi che sarebbe meglio consumare prima della data di scadenza: "Per le uova la legge fissa una scadenza di 28 giorni, ma i microbiologi consigliano di consumarle 8-10 giorni prima; le insalate in busta conviene consumarle uno o due giorni in anticipo, se restano qualche ora a temperatura ambiente perdono la fragranza; la mozzarella va portata a tavola almeno 10 giorni prima, così come la robiola; la regola vale anche per il salmone affumicato". La data di scadenza degli alimenti non deve essere confusa con il termine minimo di conservazione (TMC), che è solamente un'indicazione: "significa che nel periodo successivo gli alimenti sono ancora commestibili, ma registrano in modo progressivo un lento decadimento nutrizionale e organolettico", come spiegato sul Fatto Alimentare. pasta, succhi di frutta, riso, salsa di pomodoro, marmellata, sottaceti. Perciò se consumate prodotti oltre il termine minimo di conservazione non ci sono implicazioni per la vostra salute: "La data ha quindi per questi alimenti un valore orientativo e il consumo posticipato di qualche settimana o qualche mese non determina problemi per la salute, anche se vale la pena considerare con attenzione i singoli casi", scrive La Pira.Le indicazioni contenute nella tabella sotto sono valide per cibi conservati in un ambiente asciutto e non esposti alla luce del soletab-scadenza-alimentiFonte: Il Fatto AlimentareSei su Facebook? Condividi questo meme per la tua salute



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