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Gli insaccati aumentano il rischio di cancro al pancreas

I salumi formano sostanze dannose per il nostro organismo

Pubblicato il 18/11/2014 da Prevenzione a tavola
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Gli insaccati aumentano il rischio di cancro al pancreas


(Video dalla trasmissione di La7 "Exit" condotta da Ilaria D'Amico) Gli insaccati sono un ottimo alimento e gli italiani ne vanno matti, ma per non causare danni al nostro organismo devono essere assunti in quantità limitate. È quanto emerso da uno studio realizzato dal Karolinska Institutet di Stoccolma, secondo il quale il consumo quotidiano di 50 grammi di prodotti come salsiccia, prosciutto e simili aumenta del 19% il rischio di contrarre il cancro al pancreas. Questo tipo di tumore è abbastanza raro e colpisce ogni anno 6.000 italiani, ma il tasso di mortalità è particolarmente elevato, in quanto i sintomi del cancro al pancreas iniziano a manifestarsi quando è ormai diffuso e ha attaccato anche altri organi. Per di più, la sopravvivenza a 5 anni è di circa il 5%. Per questi motivi l'unica arma per combattere davvero questo tipo di tumore è la prevenzione.

Cancro al pancreas: insaccati rischiosi per nitriti e nitrati


Il legame con il cancro al pancreas emerge, spiega Panorama, per le carni processate. I salumi sono più rischiosi in quanto contengono nitriti e nitrati, sostanze che formano le nitrosammine, cancerogeni molto potenti che appartengono alla classe 1A, che è la più alta. Il nitrito reagisce con le ammine e le ammidi secondarie, presenti sia nella carne e nei salumi sia nel corpo umano, dando N-nitrosammine e N-nitrosammidi (sostanze cancerogene). E l'unico modo per evitare di correre questi rischi è evitare il consumo di carni lavorate, dato che nessuno studio è stato in grado di determinare una dose soglia sotto cui si può stare tranquilli. Il fondo mondiale per la ricerca sul cancro raccomanda appunto di evitare il consumo di carni processate. Anna Villarini, nutrizionista dell'Istituto tumori di Milano, al fine di prevenire il cancro al pancreas e altri tipi di tumore con l'alimentazione consiglia di non consumare più di 500 grammi di carne a settimana e di mangiare cereali integrali, legumi, verdura e frutta ad ogni pasto. Le statistiche sembrano confermare lo studio svedese: in regioni dove il consumo di insaccati è elevato, ad esempio in Umbria ed Emilia Romagna, l'incidenza di alcuni tumori, come quello allo stomaco, è più alta. Il problema si potrebbe risolvere mangiando insaccati che non contengono queste sostanze, ma, spiega Il Fatto Alimentare, "questi additivi sono indispensabili per evitare la germinazione delle spore di Clostridium botulino che potrebbero crescere". Tuttavia, ha spiegato la dott.ssa Villarini, "esistono alcuni prosciutti Dop che sono privi di queste sostanze dannose". Se proprio non si vuol rinunciare a limitare al minimo il consumo di carne e salumi è importante mangiare molta verdura: un importante studio europeo denominato EPIC ha rilevato che chi mangia carne e molte verdure è esposto ad un rischio molto più basso rispetto a chi mangia solo carne. La verdura quindi, ha concluso la nutrizionista, "rappresenta un fattore di protezione. E per questo va mangiata in abbondanza". Sei su Facebook? Condividi questo meme per la tua salute

Fonte studio: British Journal of Cancer. Altre fonti: Il Fatto Alimentare; Panorama



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