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Rischio idrogeologico in Italia: ‘Dati da bollettino di guerra’

Ma nello Sblocca Italia si dà il via libera alla costruzione selvaggia

Pubblicato il 14/11/2014 da Prevenzione a tavola

Rischio idrogeologico in Italia: 'Dati da bollettino di guerra'

  In Italia fiumi e laghi continuano a esondare, le montagne franano e da queste precipitano grandi quantità d'acqua a causa della perduta capacità del terreno di assorbirla. Una conseguenza, secondo Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, "di costruzioni senza regole, dell'abbandono delle campagne, di incendi e di incuria". È questa la fotografia del territorio italiano nel 2014, frutto, dice Graziano, "di politiche agrarie poco lungimiranti". Oltretutto nello Sblocca Italia "si è dato via libera agli speculatori di bucare e consumare territorio", come denuncia Gianni Girotto, portavoce del Movimento 5 Stelle. Già nel giugno del 2013 il M5S aveva proposto di escludere le spese per la prevenzione e la riduzione del rischio idrogeologico dal Patto di Stabilità. Sono 5.569 i comuni italiani a rischio di dissesto idrogeologico, ossia il 68,8% delle amministrazioni comunali. Più della metà si trovano al nord, un terzo nelle regioni meridionali e meno del 20% in quelle centrali. Sotto: la mappa che mostra i comuni italiani a maggiore rischio idrogeologico. comuni_italiani_rischio_idrogeologico

Rischio idrogeologico in Italia: 'Dati da bollettino di guerra'

  Sono circa 6.000 i comuni italiani in cui il rischio idrogeologico è elevato, una percentuale altissima se si pensa che i comuni italiani sono 8.057. Secondo gli esperti la regione più a rischio è la Toscana, che conta ben 280 Comuni in aree a rischio, ovvero il 98% del totale. Gian Vito Graziano ha dichiarato in merito: "Non è più possibile continuare a rincorrere le emergenze e a contare le vittime senza fare nulla per ridurre le probabilità che si verifichino altre frane e alluvioni. Non si può rispondere alle alluvioni con la sola richiesta di fondi per le somme urgenze. Puntiamo a sistemi di progettazione sostenibile, inserendo i progetti nel loro contesto, l’Italia deve necessariamente iniziare a pensare alla prevenzione, anteponendola agli interessi economici e abitativi che sino ad oggi hanno prevalso sulla messa in sicurezza del territorio" Più della metà delle amministrazioni comunali italiane non mette in pratica i programmi di prevenzione al fine di evitare i disastri e il 16% dei comuni è impreparato ad affrontarli in caso si verificassero. In totale sono 6.000.000 i cittadini che vivono in zone ad alto rischio idrogeologico. Il post di Gianni Girotto del M5S su Facebook
  Fonti: Greenstyle; Greenreport; Camera dei Deputati; Fondazione Ifel



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