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L’accusa di Green Peace: ‘Mc Donald’s distrugge l’Amazzonia’

In questo modo l'azienda riuscirebbe a vendere la carne a basso prezzo

Pubblicato il 11/11/2014 da Prevenzione a tavola

L'accusa di Green Peace: 'Mc Donald's distrugge l'Amazzonia'


"McDonald's sta distruggendo l'Amazzonia per vendere carne a basso prezzo", un'accusa forte quella di Gavin Edwards, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace. Greenpeace International nel 2006 aveva pubblicato un rapporto che mostrava il percorso della soia, dalle foreste pluviali alla catena produttrice di hamburger e ai supermercati di tutta Europa. Secondo varie organizzazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace e Friends of the Earth, la catena di fast-food sarebbe tra i maggiori responsabili della distruzione delle foreste pluviali dell'Amazzonia. In questa zona viene praticato il disboscamento sia per creare nuovi terrini su cui allevare bovini, sia per produrre la carta con cui vengono avvolte patatine e hamburge. Sul sito di Greenpeace viene spiegato che se verrà mantenuto questo ritmo e se l'agricoltura si continuerà ad espandere in questo modo, il 40% dell'Amazzonia scomparirà entro metà secolo.

L'accusa di Green Peace: 'Mc Donald's distrugge l'Amazzonia'


"Ogni volta che qualcuno mangia un Chicken McNugget potrebbe mordere un pezzetto di Amazzonia. Supermercati e giganti della ristorazione, come Mc Donald's, devono assicurarsi che i rispettivi prodotti non siano coinvolti nella distruzione della foresta amazzonica e nelle violazioni dei diritti umani", ha anche dichiarato Gavin Edwards di Greeneace. L'Amazzonia è talmente importante per il nostro pianeta, che è stata ribattezzata "Polmone Verde della Terra". L'elevata densità della vegetazione, insieme alla sua posizione, che le permette di essere colpita in pieno dai raggi del Sole, asorbe grandi quantità di anidride carbonica, di conseguenza generando ossigeno, che è vitale per la Terra. Ma questo sembra non essere sufficiente ad impedire la distruzione di una risorsa essenziale per gli esseri umani, infatti solo negli ultimi 30 anni sono stati rasi al suolo 750.000 km quadrati di foresta: un'area due volte e mezzo più grande dell'Italia, per rendersi conto di quanto sia grande il danno. Per di più, la distruzione della Foresta Amazzonica rappresenta una minaccia alla biodiversità: l'Amazzonia è abitata da circa 2.000 specie di pesci, così come di uccelli, da 1.800 tipi di farfalle, 3.000 tipi diversi di formiche, 2.500 di api, 470 di rettili, 500 di anfibi, e più di 400 specie di mammiferi. L'Amazzonia è nota per la presenza di varie specie di animali, ma fra le tante specie non figuravano le mucche: a portarle in quella che una volta era una foresta ci ha pensato l'uomo nel 1970. In quaranta anni si è passati da 90.000 capi ovini a circa 2.000.000. Per allevare questi animali l'uomo ha sterminato gli indigeni, disboscato le foreste e costruito strade. Un affare che porta milioni nelle tasche delle multinazionali ma che ogni dieci anni sottrae al Polmone Verde della Terra una superficie pari a quella dell'Italia. Oltretutto il terreno che viene convertito in pascolo per il bestiame diventa sterile dopo pochi anni. Seguici su Facebook se ti interessano le nostre notizie

Fonti: Greenpeace; Il Fatto Quotidiano; Il Corriere della Sera



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