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Cancro al colon, Berrino: ‘Il ferro favorisce formazione tumori’

I motivi per cui bisogna ridurre i consumi di carne rossa

Pubblicato il 06/11/2014 da Prevenzione a tavola
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Cancro al colon, Berrino: 'Il ferro favorisce formazione tumori'


Il ferro della carne fa male e a dirlo è Franco Berrino, epidemiologo dell'Istituto Nazionale dei Tumori. Il professore, in un video che vi riproponiamo, spiegava che ridurre il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate è "un'affermazione che viene tratta da questo enorme lavoro di revisione scientifica della letteratura che è stato promosso dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro", e il motivo per cui è stata data questa raccomandazione, spiega Berrino, è che "chi mangia le carni rosse frequentemente si ammala di più di tumori dell'intestino, e anche di tumori dello stomaco". E a provocare questi tipo di cancro sono diversi fattori: "Il sospetto principale è il ferro della carne, che è molto ossidante e quindi favorisce la formazione di sostanze cancerogene nell'intestino, che si chiamano N-nitroso composti. Il ferro della carne si chiama eme". Per le carni bianche invece non ci sono raccomandazioni "perché sono molto meno ricche di ferro e gli studi non hanno mai mostrato un rischio per i tumori", ha detto Berrino, sebbene anche le carni bianche abbiano delle controindicazioni.

Cancro al colon: ecco perché bisogna ridurre la carne rossa


Secondo uno studio dell'European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute nel 2005 bastano 160 grammi di carne rossa al giorno a determinaro un aumento del rischio di andare incontro ad un cancro al colon pari al 35% in più rispetto a un consumo di circa 20 grammi giornalieri. La rilevazione era stata effettuata su 470.000 partecipanti inizialmente in buona salute, e nel corso dei primi 5 anni sono comparsi più di 1.300 casi di tumore del colon retto, numero che è salito a 25.000 con l'andare del tempo, fino al 2005. La ricerca ha confermato ciò che era già emerso in molti altri studi in passato: la carne rossa favorisce la formazione del tumore colorettale, e il rischio di sviluppare il tumore aumenta a seconda delle quantità assunte. E per quanto riguarda il pesce i risultati sono contrastanti, ma dallo studio è emerso che chi ne mangia più di 80 grammi al giorno riduce del 31% la probabilità di sviluppare il cancro al colon, rispetto a chi in media ne assume solo 10 grammi al giorno. Berrino aveva commentato questo aspetto dicendo: "Su questo aspetto, finora, i dati sono apparsi contrastanti ma i risultati della nostra ricerca dimostrano che il pesce ha un vero e proprio ruolo protettivo". L'epidemiologo ha anche spiegato che gli studi su altre forme di cancro, come quello della prostata e della mammella, sono in corso e che nel complesso "un buon apporto di vegetali freschi protegge in modo efficace l'organismo" Fonte: Corriere.it



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