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La campagna sull’ebola via sms in Senegal

Come il paese africano ha estirpato la malattia

Pubblicato il 04/11/2014 da Prevenzione a tavola

La campagna sull'ebola via sms in Senegal


Lo scorso 17 ottobre l'Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che il Senegal è "ebola-free", dopo circa un mese e mezzo da quando era scoppiato il primo caso: si trattava di un giovane che era stato a contatto con un paziente in Guinea e poi si era messo in viaggio verso Dakar, la capitale del Senegal. La risposta del governo senegalese, grazie anche all'aiuto dell'OMS, è stata immediata ed efficace, e la diffusione del virus è stata bloccata sul nascere. Merito anche di una campagna di sensibilizzazione via sms mirata a far crescere la consapevolezza dell'ebola tra la popolazione: il ministero della Salute senegalese ha inviato 4 milioni di messaggi di testo, nei quali i cittadini venivano informati del pericolo della malattia e su come prevenirla.

La campagna sull'ebola via sms in Senegal


Attraverso la campagna di sensibilizzazione, lanciata con la collaborazione dei principali operatori telefonici del paese, la gente è stata incoraggiata ad avvertire le autorità sanitarie in caso dovessero imbattersi in qualcuno che manifestava sintomi di ebola come la febbre o il sanguinamento chiamando un numero verde. Il messaggio, inoltre, è stato diffuso anche nel corso di eventi come partite di calcio o raduni. Il dottor Mbayange Ndiaye Niang, che ha coordinato il progetto del ministero della Salute ha dichiarato in merito: "Questa campagna via sms è stata parte di un più ampio progetto focalizzato sulla consapevolezza, la prevenzione e la cura dei malati di ebola. Tra gli altri tentativi di creare consapevolezza figurano gli annunci radio, volantini e la diffusione su internet di messaggi come 'Lavare le mani regolarmente con acqua e sapone', 'Evitare ogni tipo di contatto con persone malate o che sono morte di ebola', 'Non toccare o mangiare la carne di animali malati o morti (scimmie, ratti, facoceri, porcospini e maiali)', ha detto il dottor Niang. Fonte: OMS



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