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Acqua e candeggina: una lampada senza elettricità

Una invenzione davvero fantastica

Pubblicato il 18/09/2014 da Prevenzione a tavola

Semplicemente acqua e candeggina. Attualmente, milioni di filippini vivono senza alcun tipo di sorgente luminosa. Un gruppo di studenti del MIT si è ingegnato per tentare di risolvere ed alleviare questo problema. Gli studenti hanno scoperto che una bottiglia di plastica da un litro, riempita con acqua e candeggina, ed installata su tetto di metallo, è un modo sorprendentemente e semplice per illuminare. Il tutto senza bisogno di elettricità. Gli studenti hanno installato 10 mila lampade. Ma come funzionano nel dettaglio?La bottiglia sfrutta infatti la rifrazione della luce solare attraverso l'acqua. La candeggina (dosaggio: un tappo ogni litro d'acqua) serve solo a mantenere pulita e trasparente la bottiglia, in modo che non si formino "impurità" che potrebbero oscurare la luce. Bucato il tetto con un trapano, bisogna spingere la bottiglia nel foro e fissare con resina poliestere "così non entra una goccia d'acqua, neanche quando piove forte", assicura Moser. L'energia prodotta dipende dall'intensità dei raggi solari e varia "da 40 a 60 watt" per lampada.La rifrazione è la deviazione della luce, che è causata da una variazione della sua velocità. La velocità della luce è determinata dalla densità della sostanza attraverso cui passa. Quindi la rifrazione avviene quando la luce passa da una sostanza a un'altra con una densità diversa - ad esempio dall'aria all'acqua. Nel caso della lampade in questione la luce solare è "rifratta" dalla bottiglia di acqua e diffuse per la stanza.L'invenzione, ricordiamo, è opera di Alfredo Moser, meccanico brasiliano, che per primo la perfezionò. (I dettagli...)



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