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La claritromicina associata a maggiore rischio di infarto

Lo studio pubblicato sul British Medical Journal

Pubblicato il 22/08/2014 da Prevenzione a tavola

La claritromicina associata a maggiore rischio di infarto


La claritromicina, uno degli antibiotici che più vengono prescritti dai medici è stata associata ad un maggiore rischio di morte a causa di infarto. Lo riporta l'Independent. Questo antibiotico viene impiegato per curare diverse infezioni batteriche e viene somministrato a milioni di persone ogni anno. Il suo utilizzo è già sconsigliato a chi soffre di malattie cardiache, ma da uno studio di alcuni ricercatori danesi è emerso che questo farmaco causa 37 morti potenziali ed evitabili su 1 milione rispetto agli altri antibiotici. Nonostante il rischio sia relativamente basso, è stato detto che il fatto che la claritromicina sia stata prescritta a così tante persone significa che c'è bisogno di una "urgenta conferma" di questa scoperta. Ad ogni modo, per ora non è stata richiesto alcuno stop alla prescrizione del medicinale. La claritromicina appartiene ad un gruppo di antibiotici che si chiamano macrolidi, conosciuti per l'effetto che hanno sul ritmo dell'attività muscolare del cuore umano, l'intervallo QT, e perciò aumentano il rischio che si abbiano problemi che potrebbero rivelarsi fatali. I dottori prestano estrema attenzione nel somministrare i macrolidi ai pazienti affetti dalla "Sindrome del QT lungo", che causa episodi di Aritmia, ovvero l'alterazione del ritmo cardiaco normale. L'uso costante di claritromicina fa aumentare del 76% il rischio di morte a causa di infarto rispetto ad antibiotici simili come la penicillina V, riporta uno studio pubblicato ieri sul British Medical Journal. Sei su Facebook? Aiutaci a far girare questa notizia

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