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Curare il cancro con il veleno di scorpione

E anche il veleno di api e serpenti sarebbe efficace

Pubblicato il 11/08/2014 da Prevenzione a tavola

Curare il cancro con il veleno di scorpione


Il veleno di scorpione, ape o serpente potrebbe essere alla base delle di una nuova generazione di medicine per combattere e il cancro. Gli scienziati hanno ideato un metodo per indirizzare le proteine del veleno solamente alle cellule tumorali, evitando di colpire quelle sane, riducendo o eliminando gli effetti collaterali che le tossine provocherebbero. Il rapporto è stato presentato al 248esimo meeting della American Chemical Society, la più grande società scientifica al mondo. Durante l'incontro, a cui stanno partecipando migliaia di scienziati, verranno presentati circa 12.000 rapporti sulle nuove scoperte. Dipanjan Pan, il medico che ha condotto lo studio, ha dichiarato in merito: "Abbiamo impiegato le tossine del veleno in minuscole particelle per curare il cancro al seno e melanoma in laboratorio."Queste particelle portano le tossine direttamente alle cellule tumorali, risparmiando i normali tessuti". Il veleno di scorpione, ape e serpente, spiega Newswise, contiene proteine e peptidi che, quando vengono separate dagli altri composti e testati individualmente, possono attaccare le membrane delle cellule tumorali. Questa attività è in grado, potenzialmente, di bloccare la crescita e la diffusione della malattia. Pan e il suo team hanno detto che le sostanze contenute in questi veleni possono essere validi alleati nella lotta contro il cancro. Ma iniettando semplicemente il veleno su un paziente può avere effetti collaterali, come recare danno alle cellule nervose e ai muscoli del cuore o il sanguinamento sotto la pelle. Perciò il gruppo guidato da Pam stanno pensando a risolvere questo problema. Leggiamo su TgCom che "gli esperti hanno usato la proteina del veleno delle api, la mellitina, risintetizzandola in grandi quantità in laboratorio (le api ne producono pochissima) e poi l'hanno "impacchettata" in nanoparticelle per veicolare la terapia nel cuore del tumore. Queste nanoparticelle si sono dimostrate capaci di penetrare nel tessuto malato risparmiando le cellule sane limitrofe e di bloccare la crescita del tumore" Entro 3-5 anni si dovrebbero iniziare le prime sperimentazioni di medicine anticancro realizzate con questi veleni sui pazienti. Seguici su Facebook se ti interessano le nostre notizie
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