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Omega 3 pesce: ciò che si sa forse è sbagliato

Lo studio mai dimostrato scientificamente

Pubblicato il 05/08/2014 da Prevenzione a tavola

Omega 3 pesce: ciò che si sa forse è sbagliato


Nel 1970 Hans Olaf Bang e Jørn Dyerberg, due ricercatori danesi, si avventurarono a nord del Circolo Polare Artico e si misero ad osservare delle popolazioni Inuit e conclusero che mangiare tanto pesce difendeva loro dalle malattie cardiache. Questo comportava, sempre secondo i due, che il discorso fatto per gli Inuit valesse anche per tutti gli altri esseri umani, e venne così sostenuto un trend che continua ai giorni nostri: il nostro cuore e le nostre arterie trarrebbero benefici da una dieta basata prevalentemente sul pesce. Il problema, scrive Business Insider, è che non è mai stato dimostrato che tra gli Inuit c'era un rischio più basso di contrarre malattie cardiache, nessun test è stato mai effettuato. Tuttavia il mercato di capsule di olio di pesce prospera, nel mentre che gli scienziati conducono esperimenti per trovare un collegamento tra il benessere del cuore e l'assunzione di omega 3 e olio di pesce. I due ricercatori danesi si recarono ad Uummannaq, un centro abitato in Groenlandia, dove vivevano al tempo 1.350 anime e lì prelevarono dei campioni di sangue da 300 di essi. Dalle analisi emerse che gli Inuit avevano livelli più bassi di lipidi come colesterolo e trigliceridi rispetto ai danesi, e avevano, in proporzione, più molecole di acidi Omega-3, che si trovano in pesce, olio di pesce, crostacei, noci, etc. Poi i due scienziati analizzarono dei campioni del cibo mangiato dalla popolazione del posto, che era, fondamentalmente, carne di foca, balena e uccelli marini e pesce. Da tali abitudini ci si potrebbe aspettare un maggiore rischio di contrarre malattie cardiache, ma secondo Bang e Dyerberg questa, anzi, aveva l'effetto contrario. I risultati della ricerca dei due danesi mostra un collegamento tra un cuore sano e il mangiare pesce, ma non prova in alcun modo che il benessere derivi dalle sostanze in esso contenute. I due scienziati hanno riportato i dati globali, ma non hanno esaminato caso per caso gli Inuit della Groenlandia: chi mangia più pesce potrebbe anche assumere delle altre sostanze che danneggiano il cuore in quantità minori, oppure avere uno stile di vita più sano. Sei su Facebook? Segui la nostra pagina se ti interessano le nostre notizie!

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