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Alimenti contaminati: i 10 cibi avvelenati

Alcuni alimenti importati possono contenere dei residui chimici molto pericolosi

Pubblicato il 14/07/2014 da Prevenzione a tavola

Alimenti contaminati: i 10 cibi avvelenati


Non tutti i cibi che si vendono in Italia sono sicuri, infatti alcuni alimenti importati possono contenere dei residui chimici molto pericolosi. La Coldiretti, pertanto, ha stilato una classifica dei cibi più pericolosi, ovvero quelli in cui sono presenti sostanze che non devono essere assunte. La classifica è stata realizzata, spiega Ecoo.it, sulla base del rapporto sui residui fitosanitari in Europa realizzato dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare. Questo problema è in parte causato dalla crisi economica, infatti, si legge sul sito: "In tutto questo gioca un ruolo fondamentale anche la crisi economica, che spinge sempre più i nostri connazionali ad acquistare prodotti alimentari a basso costo. Molte volte questi alimenti vengono realizzati da aziende che usano delle materie prime di bassa qualità, per ottenere un risparmio considerevole sui costi". Le importazioni di prodotti alimentari sono salite a 39 miliardi durante la crisi, perciò è importante che si faccia attenzione alla provenienza degli alimenti che si comprano e, soprattutto se si deve tenere anche un occhio al portafogli: "Secondo quanto ha specificato la Coldiretti, a rischiare maggiormente sono le persone che devono fare i conti con la crisi economica. E’ proprio in questi casi che ci si rivolge spesso a prodotti che costano di meno e che vengono realizzati con particolari metodi di produzione e con l’uso di materie prime di scarsa qualità". Ma veniamo al dunque. La percentuale accanto ad ogni alimento sta ad indicare il tasso di irregolarità riscontrate nei cibi in questione. Ecco i 10 cibi avvelenati che dovete evitare di comprare: 1) Peperoncino dal Vietnam (61,5%) 2) Melograno dalla Turchia (40,5%) 3) Frutto della passione dalla Colombia (25,0%) 4) Lenticchie dalla Turchia (24,3%) 5) Arance dall’Uruguay (19,0%) 6) Ananas dal Ghana (15,6%) 7) Foglie di tè dalla Cina (15,1%) 8) Riso dall’India (12,9%) 9) Fagioli dal Kenya (10,8%) 10) Cachi da Israele (10,7%)



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