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Siti inquinati: alzati i limiti delle sostanze pericolose

Il decreto Competitività prevede la possibilità di aumentare gli scarichi in mare degli stabilimenti industriali

Pubblicato il 09/07/2014 da Prevenzione a tavola

Siti inquinati: alzati i limiti delle sostanze pericolose


Il ministro Gianluca Galletti ha nominato 'Ambiente protetto' la parte del nuovo decreto Competitività di cui si è occupato. Si tratta però, secondo l'Espresso, di un nome che probabilmente è "del tutto fuori luogo", ed è sufficiente dare un'occhiata ad alcuni punti del provvedimento per capire il motivo. - Siti militari: sono, per il settimanale il punto più controverso, infatti: "Per risolvere il problema delle bonifiche, assai impegnative dal punto di vista economico, il decreto del governo pare aver escogitato un modo semplice e veloce: equiparare i valori consentiti a quelli delle aree industriali. In questo modo, pur interessando coste, boschi e zone di macchia mediterranea (come a Capo Teulada in Sardegna, o a Monte Romano nel Lazio) i livelli di inquinamento tollerati potranno essere notevolmente più alti rispetto ad aree verdi o residenziali". E per spiegare meglio il concetto ecco due esempi: "lo stagno potrà avere un concentrazione nel suolo fino a 350 volte superiore, mentre potranno essere centuplicati i valori dei cianuri (da 1 a 100 mg/kg)". Ma di questo nel comunicato stampa non si è neppure accennato. - Scarichi in mare di sostanze non disciolte: "A essere beneficiata sarà tutta una serie di impianti industriali di grandi dimensioni come acciaierie, centrali elettriche e a carbone, cementifici, raffinerie, ma anche stabilimenti chimici, rigassificatori e inceneritori". Il decreto su questo punto afferma che "le Autorizzazioni integrate ambientali rilasciate per l’esercizio possono prevedere valori limite di emissione anche più elevati e proporzionati ai livelli di produzione". Vale a dire: più si produce e più si può scaricare in mare.



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