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Rifiuti di plastica in mare: finiscono nel nostro cibo

L'Unep: 'Scelta obbligata'. Bisogna ridurre, riutilizzare e riciclare

Pubblicato il 06/07/2014 da Prevenzione a tavola

Rifiuti di plastica in mare: finiscono nel nostro cibo


Sono enormi i danni che la plastica provoca all'ambiente e all'ecosistema. Leggiamo su Repubblica che"nei ghiacci delle regioni polari o ingeriti da delfini e tartarughe, i danni provocati dai rifiuti di plastica che finiscono negli oceani sono stati stimati in almeno 13 miliardi di dollari l'anno. Senza contare la minaccia per la vita marina, il turismo e la pesca."E sono dati, questi, diffusi dall'Onu in occasione dell'apertura della prima Assemblea generale sull'ambiente a Nairobi, in Kenya, che si è conclusa il 27 giugno.Achim Steiner, sottosegretario generale dell'Onu e direttore esecutivo dell'Unep ha detto:"La plastica ha un ruolo fondamentale nella vita moderna ma gli impatti ambientali, legati al modo in cui la usiamo, non possono essere ignorati," e ha spiegato che "bisogna prendere misure appropriate per evitare che i rifiuti di plastica finiscano nell'ambiente. Questi due rapporti indicano una strada obbligata: ridurre, riutilizzare e riciclare".Ripensare i prodotti in plastica, ha aggiunto Steiner, "può portare molteplici benefici: dalla riduzione del danno economico che riguarda anche l'industria del turismo e della pesca, di vitale importanza per molti paesi in via di sviluppo, a risparmi e opportunità di innovazione per le imprese. Naturalmente, benefici riguardano anche la salvaguardia degli ecosistemi marini".Gli scienziati, scrive Repubblica, "hanno trovato frammenti di plastica intrappolati nel ghiaccio marino nelle regioni polari, mentre altri rifiuti di plastica hanno ucciso parte della vita marina, sia perché mangiati da tartarughe, delfini o balene sia perché hanno danneggiato habitat naturali ed essenziali come le barriere coralline, evidenzia l'Unep."I rifiuti che finiscono in mare vanno a formare dei "continenti di plastica", mentre "un impatto superiore arriva dalla micro-plastica (frammenti di meno di cinque millimetri di diametro) il che è particolarmente preoccupante, secondo l'Unep.E la plastica che è presente in molti prodotti di uso quotidiano passa, come si suol dire, "esce dalla porta ed entra dalla finestra", infatti:"Una questione sempre più emergente riguarda minuscoli frammenti di plastica creati da "micro perle" che sono sempre più utilizzati in dentifrici, gel e detergenti per il viso che vanno a finire direttamente in fiumi, laghi e oceani. "La loro ingestione è stata riscontrata negli organismi marini, tra cui uccelli marini, pesci, cozze, vermi e zooplancton", dice il rapporto, "diventando alla fine una fonte di prodotti chimici nella nostra alimentazione"."



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