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Prevenire ictus? C’è un modo per farlo

I risultati di uno studio congiunto di ricercatori italiani e inglesi

Pubblicato il 28/06/2014 da Prevenzione a tavola

Prevenire ictus? C'è un modo per farlo


Grazie ad un sensore i ricercatori di cardiologia e neurologia dell’Università cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma e della Northwestern Medicine sono stati in grado di prevedere, e pertanto prevenire, l’insorgere di un ictus ischemico nei soggetti su cui è stata condotta la ricerca, pubblicata sulla rivista New England of Medicine. Lo riporta il quotidiano La Stampa, che spiega:"C’è un tipo di ictus ischemico chiamato criptogenetico, che colpisce circa il 25% di tutti i pazienti con ictus, e di cui i medici non sono in grado di determinare la causa. Secondo gli esperti, dietro a questo evento vi sarebbe la fibrillazione atriale – uno dei più comuni tipi di battito cardiaco anomalo, o aritmia – che può insorgere senza che la persona ne sia a conoscenza, e che è causa di ictus. Avviene che, per via del malfunzionamento del muscolo cardiaco, del sangue rimanga nel cuore causando un coagulo. Se questo coagulo poi raggiunge il cervello: ecco che prima o poi si avrà un ictus. Soltanto in Italia si verifica un ictus ogni tre minuti e questa patologia rappresenta la terza causa di morte."I ricercatori italiani e inglesi, continua La Stampa, "si sono uniti per condurre una sperimentazione di quattro anni che ha visto il coinvolgimento di 441 persone in 55 centri sanitari. Suddivisi a caso in due gruppi, la metà dei pazienti hanno ricevuto un piccolo monitor cardiaco impiantabile che registra di continuo il ritmo del cuore e permette al medico di conoscere, tramite un monitoraggio via Internet, quando si è verificato un ritmo anormale."Secondo quanto si apprende dai risultati dello studio, attraverso l'uso di questo dispositivo, "il 30% delle persone con ictus criptogenetico sono stati oggetto di fibrillazione atriale, rilevata entro i 3 anni della durata della batteria del dispositivo." Invece "in quei pazienti che hanno ricevuto trattamenti standard per il follow-up, i medici hanno trovato eventi di fibrillazione atriale in circa il 3%. A seguito di ciò, al 30% dei pazienti sono stati prescritti dei fluidificanti del sangue, per tutelarli meglio dal rischio di avere un altro ictus."Secondo i ricercatori la prevenzione dell’ictus criptogenetico può salvare centinaia di migliaia di viteogni anno. Il dott. Richard Bernstein, Direttore del Northwestern Medicine Stroke Program and Telestroke, ha dichiarato in merito:"Avere un ictus può realmente scuotere le proprie fondamenta Sentirsi poi dire dal medico che non ha idea del perché hai avuto un ictus e che sta solo cercando di indovinare quale sia il miglior farmaco per prevenirne un altro, è ancora peggio. Con questo studio clinico, abbiamo eliminato questo secondo problema (il conoscere la causa) in circa un terzo di questi pazienti".Inoltre si è scoperto che è meglio utilizzare questo sensore che non i test utilizzati in precedenza. Il dott. Rod Passman, Direttore del Center for Atrial Fibrillation presso il Bluhm Cardiovascular Institute, ha detto che "questo è fondamentale perché rivelare la fibrillazione atriale nei pazienti con ictus di origine sconosciuta è importante poiché, una volta trovata, abbiamo dato ai pazienti gli anticoagulanti, che sono molto più efficaci rispetto ai farmaci tipo aspirina altrimenti prescritti".E il dott. Tommaso Sanna, cardiologo del Gemelli ha spiegato:"Abbiamo osservato che nell‘arco di 3 anni da un ictus ischemico senza causa nota, il 30% dei pazienti presenta almeno un episodio di fibrillazione atriale, che in quasi l’80% dei casi è asintomatica".



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