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Tumore al pancreas, sedano e carciofi lo combattono

La ricerca ha dimostrato che queste sostanze uccidono le cellule tumorali

Pubblicato il 19/06/2014 da Prevenzione a tavola

Sedano, carciofi ed erbe aromatiche, specialmente l'origano messicano, possono aiutare a battere il tumore al pancreas. Alla base delle proprietà antitumorali di questi vegetali, - scrive AdnKronos - c'è un elevato contenuto di due flavonoidi, l'apigenina e la luteina, potenti antiossidanti e "spazzini" dei radicali liberi. La ricerca ha dimostrato che queste sostanze uccidono le cellule tumorali del pancreas, inibendo un enzima chiave nell'insorgenza delle neoplasie. E' la conclusione di due studi dell'università dell'Illinois (Usa), pubblicati su Molecular Nutrition and Food Research. "Ma attenzione, se si usano integratori che contengono i flavonoidi contemporaneamente a farmaci chemioterapici", avvertono gli scienziati: "Non vanno assunti nello stesso momento, perché possono annullarsi reciprocamente nell'azione contro il tumore". Gli scienziati hanno utilizzato l'apigenina da sola in due culture di cellule pancreatiche umane infettate da un tumore: la sostanza induceva la morte di queste cellule. "Ma - spiegano i ricercatori - abbiamo ricevuto i risultati migliori quando le cellule tumorali sono state pre-trattate con apigenina per 24 ore, e poi è stato applicato un farmaco chemioterapico per 36 ore. Il nostro studio ha indicato - precisano gli scienziati - che l'assunzione di integratori antiossidanti nello stesso giorno in cui ci si sottopone alla chemioterapia può compromettere l'effetto di questi farmaci. E' quindi meglio assumere antiossidanti prima della chemio, perché i flavonoidi e i farmaci chemioterapici possono competere tra di loro quando sono introdotti nello stesso momento". Gli scienziati hanno scoperto che l'apigenina è riuscita ad inibire un enzima chiamato glicogeno sintasi chinasi 3 (Gsk3), un'azione che ha poi portato alla diminuzione della produzione di geni antiapoptotici nelle cellule tumorali pancreatiche. Questi geni sono da contrastare perché impediscono l'apoptosi, cioè il "suicidio programmato" della cellula malata che si autodistrugge perché il suo Dna è stato danneggiato.



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