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Primo intervento al cuore senza aprire il torace

La nuova tecnica mininvasiva eseguita all'ospedale Molinette di Torino

Pubblicato il 19/06/2014 da Prevenzione a tavola

Intervento al cuore, all’ospedale Molinette della Città della salute e della scienza di Torino è stata eseguita un’innovativa procedura di cardiochirurgia mininvasiva senza circolazione extracorporea per il rimodellamento del ventricolo sinistro. Una sorta di ‘lifting’. L’intervento, primo del genere in Italia - sottolinea l’azienda ospedaliera in una nota - è stato effettuato su un paziente torinese di 54 anni da Mauro Rinaldi, direttore di Cardiochirurgia, coadiuvato da Maurizio D’Amico, cardiologo della Divisione di cardiologia ospedaliera. Il paziente, colpito da un infarto esteso nel settembre 2013, era affetto da cardiomiopatia ischemico-dilatativa e da un aneurisma anteriore e stava per essere inserito nella lista d’attesa per il trapianto di cuore. L’intervento è tecnicamente riuscito e il paziente è stato dimesso dopo 4 giorni. Il nuovo intervento di ventricoloplastica - precisa l’ospedale torinese - consente, in caso di gravi aneurismi ventricolari post-infartuali, la riduzione della superficie cardiaca malata e non più contrattile attraverso l’applicazione di mini-ancore. In questo modo si rimodella anatomicamente il ventricolo, riducendone il volume del 25-35% e restituendo una più naturale contrattilità al cuore. In pratica viene fatta una ‘pence sartoriale’ al cuore. L’operazione avviene senza la necessità di arrestare e incidere il muscolo cardiaco, rendendo percorribile quest’opzione chirurgica anche in pazienti dal quadro clinico particolarmente fragile. La grande innovazione è data però soprattutto dalla possibilità di intervenire in modo estremamente poco invasivo e senza aprire il torace del paziente: le mini-ancore possono infatti essere efficacemente applicate attraverso un catetere che passa attraverso la vena giugulare e una piccola incisione sottomammaria sinistra. Rispetto alle prassi usuali - continua la nota dalle Molinette - sono numerosi i vantaggi del nuovo sistema per la salute del paziente, uniti a un notevole risparmio. In malati affetti da scompenso cardiaco secondario a una miocardiopatia dilatativa post-infartuale, quando la terapia medica non risulta più efficace, le attuali opzioni sono (quando possibile) il trapianto cardiaco o sistemi di assistenza meccanica al circolo (i cosiddetti ‘cuori artificiali’). In casi selezionati, il sistema Revivent si pone come una valida alternativa. Inoltre l’intervento stesso ha una durata estremamente ridotta rispetto a una procedura standard di rimodellamento del ventricolo, riducendo sensibilmente, con questo speciale ‘lifting’ mininvasivo, i tempi di ricovero e le complicazioni post-intervento. (AdnKronos - Salute)



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