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Conseguenze Chernobyl: gli uccelli si adattano all’ambiente

Gli animali si adattano alle radiazioni

Pubblicato il 17/06/2014 da Prevenzione a tavola

Conseguenze Chernobyl: gli uccelli si adattano all'ambiente


Uno studio pubblicato da un gruppo di scienziati guidato da Timothy Mousseau ha rivelato che gli animali che vivono a Chernobyl e nelle zone circostanti si adattano all’ambiente radioattivo. Lo riporta Il Corriere della Sera: "Gli animali di Chernobyl si adattano all’ambiente radioattivo, in una sorta di «selezione non naturale» che ha portato a cambiamenti evolutivi in alcune specie d’uccelli". Leggiamo sul quotidiano che "lo scienziato Timothy Mousseau frequenta l’area interdetta di Chernobyl dal 1999, un’area dove in dieci giorni si assorbe dall’ambiente una quantità di radiazioni pari a quella che si riceve in un anno intero negli Stati Uniti da tutte le fonti radioattive messe insieme. Un’area off-limits, dunque, perfetta però per studiare le conseguenze a lungo termine delle radiazioni. La natura, nelle piane puntellate di pini e acacie che si estendono per chilometri dal sito dell’impianto – e dove centinaia di villaggi sono stati abbandonati – si riprende a ritmi molto più lenti di quanto ci si sarebbe aspettato. Mousseau ha pubblicato oltre 50 studi sulle modificazioni avvenute nelle creature che tuttora abitano quegli ambienti, e in particolare la maggior frequenza di tumori e anomalie fisiche, come i becchi deformati degli uccelli. Per non parlare del declino di intere popolazioni d’uccelli, d’insetti e di ragni, alcune delle quali si sono localmente estinte." L'ultimo studio pubblicato su Functional Ecology dimostra però che "alcune specie d’animali si sono adattate all’ambiente radioattivo, e le loro popolazioni stanno ora prosperando." Uno dei ricercatori dell’Università della Carolina del Sud, Andrea Bonisoli Alquati, ha detto in merito: "Alcune specie di uccelli hanno esibito una risposta adattativa all’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e in aree contaminate ora mostrano livelli di stress ossidativo e di danno genetico inferiori rispetto a conspecifici che vivono in aree meno contaminate." E ha poi aggiunto: "Ciò è sorprendente, in quanto si tratta della prima dimostrazione di una simile risposta a condizioni di contaminazione radioattiva in una qualunque specie di vertebrati" L’esposizione cronica alle radiazioni ionizzanti - spiega Il Corriere - deteriora gli antiossidanti, il che provoca maggior danno all’organismo. E ancora: "I ricercatori hanno analizzato i livelli di glutatione (Gsh), uno dei più importanti antiossidanti, in sedici specie d’uccelli esposti alle radiazioni di Chernobyl. Risultati: in alcune di esse i livelli di Gsh sono aumentati, la forma fisica dei volatili di conseguenza migliorata, mentre lo stress ossidativo – la condizione patologica causata dalla rottura dell’equilibrio fisiologico – e i danni al Dna diminuivano. Da cosa può dipendere la differenza nell’evoluzione adattativa tra una specie d’uccelli e l’altra? Con effetti solo deleteri su alcune, e mutamenti benefici da parte di altre? «Secondo la nostra analisi, le caratteristiche fisiologiche, morfologiche e comportamentali delle diverse specie possono predirne la risposta all’esposizione alle radiazioni», spiega Bonisoli Alquati". Mousseau si è anche recato a Fukushima, dove si stanno svolgendo studi comparativi: "I nostri studi precedenti hanno mostrato una vasta gamma di effetti negativi conseguenti all’esposizione alle radiazioni per la maggior parte delle specie".



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