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Riscaldamento globale: ‘Solo 17 anni per cambiare rotta’

Nuovo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico

Pubblicato il 14/06/2014 da Prevenzione a tavola

Riscaldamento globale: 'Solo 17 anni per cambiare rotta'

Sono dati drammatici quelli diffusi dall'Ipcc, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico: abbiamo soltanto 17 anni per invertire la tendenza. Infatti "Ogni anno un miliardo di tonnellate di gas serra in più nell'atmosfera", mentre l'obbiettivo dovrebbe essere quello di tagliare le emissioni di almeno il 40% entro il 2050. Lo riporta Repubblica.it: "La direzione è quella sbagliata e ci sono solo 17 anni di tempo per cambiare rotta. Nonostante gli sforzi e gli impegni dei governi, le emissioni di gas serra continuano ad aumentare e ogni anno toccano nuovi massimi. L'allarme emerge dal nuovo rapporto sul clima presentato stamani a Berlino dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). Secondo gli scienziati tra il 2000 e il 2010 le emissioni sono aumentate più rapidamente dei tre decenni precedenti: ogni anno abbiamo immesso nell'atmosfera un miliardo di tonnellate di gas serra in più rispetto all'anno precedente." Non solo bisogna tagliare, ma secondo gli esperti è necessario ridurre le emissioni di una percentuale minima del 40%: "Per contenere l'aumento della temperatura globale entro i due gradi, il massimo considerato sostenibile, le emissioni dovrebbero essere ridotte da qui al 2050 almeno del 40% (meglio se del 70%). Un livello altissimo e se continua così difficilmente raggiungibile." Se le politiche energetiche non subiranno mutamenti ci sarà un aumento delle temperature medie del pianeta di 3 o 4 gradi: "Il rapporto sollecita un "trasferimento massiccio" dall'uso intentivo dei combustibili fossili alle energie rinnovabili entro i prossimi 16 anni per poter ancora invertire il riscaldamento globale in atto. Altrimenti, entro il 2100 le temperature medie globali aumenteranno fra 3,7 e 4,8 gradi." Sotto il grafico che riporta l'andamento dell'estensione dei ghiacci artici: andamento_ghiacci "Per evitare interferenze pericolose con il clima, dobbiamo cambiare le nostre abitudini" ha spiegato Ottoma Edenhofer, uno dei tre co-presidenti del gruppo di lavoro dell'Ipcc sul riscaldamento globale. Repubblica spiega anche che "quello che manca nel rapporto finale dell'Ipcc è un'analisi è attenta delle cause del continuo aumento delle emissioni: nelle 33 pagine diffuse oggi, che serviranno come guida per un nuovo round di negoziati sul clima nel 2015, manca infatti una parte che era presente nelle versioni trapelate nei mesi passati. Nelle precedenti versioni si considerava responsabile "dell'aumento delle emissioni la crescente richiesta energetica dei paesi emergenti, sia per la crescita della popolazione che per l'espansione economica. Insomma si puntava principalmente il dito contro la Cina e altri grandi paesi emergenti. I grafici relativi a questa parte sono stati cancellati dalla versione finale." Secondo molti il cambiamento delle politiche energetiche potrebbe mettere in pericolo la crescita economica in un periodo di forte crisi, ma Edenhofer ha fatto notare che "non significa che il mondo deve sacrificare la crescita per salvare l'ambiente è un ritardo della crescita economica, ma non è un sacrificio." Inoltre, conclude Edenhofer, "questo scenario non esclude dal costo stimato, il risparmio che deriverebbe dalla limitazione dei fenomeni atmosferici estremi e dall'inquinamento dell'aria che respiriamo."



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