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Tumore al seno, i nei sono le sentinelle

Le ricerche rivelano che le donne con un piu' ampio numero di nei cutanei hanno piu' probabilita' di sviluppare il cancro al seno

Pubblicato il 12/06/2014 da Prevenzione a tavola

I nevi cutanei potrebbero essere considerati un nuovo fattore predittivo del cancro al seno, secondo due studi pubblicati sulla rivista Plos Medicine, condotti dall'Indiana University, dall'Harvard University e dall'INSERM (Institut national de la sante' et de la recherche medicale, Francia). Le ricerche rivelano che le donne con un piu' ampio numero di nei cutanei hanno piu' probabilita' di sviluppare il cancro al seno. I risultati sono stati raccolti dall'analisi di un campione di 74.523 infermiere seguite per ventiquattro anni e 89.902 donne seguite per diciotto anni.Le donne con quindici o piu' nevi maggiori di tre millimetri sul braccio sinistro alla valutazione iniziale avevano il 35 per cento in piu' delle probabilita' di avere una diagnosi di cancro al seno rispetto alle donne senza nevi. Il rischio assoluto era dell'8,48 per cento per le donne senza nevi e dell'11,4 per cento per le donne con quindici o piu' nevi. Gli studi non suggeriscono che i nevi causino il cancro mammario ma che i nevi siano influenzati dai livelli degli ormoni sessuali e che potrebbero quindi essere coinvolti nello sviluppo del tumore al seno. (AGI)Dall'autorevole sito SaluteMaster prendiamo questa importante guida sui neiCosa sono i nei?I nei, o nevi, sono macchie della pelle a carattere persistente, dalle apparenze piuttosto varie per colore e forma. Il termine neo deriva dal latino “naevus” che vuol dire marchio, segno, ad indicare la natura non transitoria di queste formazioni.Essendo una malformazione nella pelle, il neo corrisponde ad uno sviluppo non regolare di alcune aree della cute, e più propriamente di amartomi. È detta amartoma una lesione di natura benigna nella quale si generano tessuti e cellule non organizzati, in una mescolanza di elementi che compongono naturalmente il tessuto.I medici riconoscono diversi tipi di nei o nevi, le cui apparenze possono restare immutate o subire alterazioni nel corso della vita. Un neo può essere pigmentato, generalmente di colore scuro, ma anche presentarsi come un'escrescenza, o con caratteristiche del tutto singolari.Generalmente con il termine neo si indicano anche lesioni cutanee di varia natura, spesso in modo improprio.Tutti i tipi di neiUna prima classificazione (possibile) dei nevi è tra nei congeniti e acquisiti. I nei congeniti sono con noi dalla nascita, e possono presentare un diametro minimo o molto esteso (nevi giganti). La superficie di tali nei può presentarsi come verrucosa, papillomatosa o ricoperta di peli, ma generalmente il nevo ha un colore sulle tonalità del marrone e raggiunge i livelli profondi del derma.Nel caso di nei di grosse dimensioni, è molto probabile (ma non necessariamente conseguente - si parla di percentuali attorno al 10%) lo sviluppo di un melanoma.A differenza dei nei congeniti, i nei acquisiti sono considerati benigni e si originano sulla giunzione dermoepidermica fino a raggiungere il derma. Nel primo caso si parla appunto di nei giunzionali, semplici macchie nere/scure dalla superficie liscia e piana o solo leggermente in rilievo. Leggermente più “bombati” sono i nei composti, che raggiungono anche profondità maggiori. I nei dermici, invece, sono vere e proprie malformazioni (nei verrucosi, follicolari o sebacei).In generale possiamo riconoscere le 3 tipologie di nei acquisiti a seconda della posizione dei melanociti che vanno a comporli: nei dermici quando i nevociti raggiungono il derma; nei giunzionali se i nevociti si collocano tra derma ed epidermide; nei composti quando i nevociti sono contemporaneamente in derma ed epidermide.Le differenze tra nei e melanomiI comuni nei pigmentati possono in alcune occasioni dare origine ad un melanoma, un tumore maligno della pelle. Sono più a rischio gli individui che presentano una pelle ricca di nei di vario tipo e dimensione, ma i nei “sospetti” hanno delle caratteristiche ben precise, facili da individuareMedici e specialisti ci insegnano a riconoscere i nei pericolosi con la regola dell'ABCDE, ovvero:A, come Asimmetria; i nei sono generalmente regolari, mentre i melanomi presentano evidenti asimmetrie sin dalla comparsa; B, come Bordi; nevi benigni presentano generalmente bordi regolari, mentre non si può dire lo stesso per i melanomi; C, come Colore; mentre il nevo comune ha un colore uniforme (nero o marrone), il melanoma è generalmente di colore non regolarmente distribuito; D, come Dimensioni; i nevi sono sospetti e da controllare quando aumentano gradualmente di dimensioni o superano i 5 mm; E, come Età; Generalmente è difficile che i melanomi compaiono in persone giovani di età inferiore ai 18 anni;Quando un neo presenta una o più delle caratteristiche summenzionate, è preferibile effettuare un controllo specialistico.Come comportarsiIn presenza di nei sospetti, è sempre opportuna una visita dermatologica di controllo. I nei, c'è da dirlo, sono piuttosto comuni ed è davvero difficile non averne. Ma la prevenzione può rivelarsi fondamentale specie quando un neo presenta caratteristiche sospette, aumenta di dimensioni o compare all'improvviso durante la maturità.Una tecnica utilizzata per la “scansione” dei nei in sede dermatologica è l'epiluminescenza, più nota come dermatoscopia. Essa è in grado di diagnosticare la presenza di melanomi grazie all'applicazione di un mezzo di contrasto.Generalmente i nei “incriminati” sono quelli bombati o rialzati, ma è buona norma farsi controllare anche i nei piani.Operare un neo?L'asportazione chirurgica dei nevi è generalmente un'operazione semplice e ben tollerata, eseguita in sede dermatologica. Dopo una piccola anestesia nell'area del nevo, si procede alla sterilizzazione ed al taglio, richiuso con dei punti di sutura a fine operazione.La necessità di asportare un nevo è valutata con il proprio medico e può riguardare motivazioni terapeutiche (ad esempio un sospetto melanoma o un neo pericoloso) o ragioni di carattere estetico.



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