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Sigarette, fumo uccide una persona ogni 6 secondi

Lo ha reso noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità

Pubblicato il 01/06/2014 da Prevenzione a tavola

SIGARETTE - Che il fumo non fa bene alla salute e uccide è cosa nota, ma quando si viene a conoscenza di certi dati, è necessario fare una riflessione. I dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della Sanità sono scioccanti. Today.it ha riportato la seguente notizia: "Il fumo di sigaretta - ha reso noto l'organizzazione mondiale della sanità - uccide una persona nel mondo ogni sei secondi. per un totale di quasi sei milioni di persone ogni anno. L'Oms ha diffuso le statistiche il giorno prima della giornata contro il fumo - il 31 maggio - nella speranza di sensibilizzare il mondo nella lotta contro il tabagismo. E se la paura non dovesse bastare, l'organo internazionale propone come contromisura l'aumento sulle tasse."

Le stime sull'aumento del prezzo delle sigarette

Secondo le stime dell'organizzazione, aumentando le accise sul tabacco si risparmierebbero più di 10 milioni di vite: "L'Organizzazione mondiale della sanità ha esortato, infatti, tutti i Paesi ad aumentare le accise sul tabacco per incoraggiare i fumatori a smettere e per impedire ad altre persone di diventare dipendenti da tabacco. Secondo l'Oms, con un aumento delle tasse sul tabacco del 50%, il numero di fumatori diminuirebbe di quarantanove milioni entro i prossimi tre anni salvando undici milioni di vite nel mondo." Oltre ad un ritorno in termini di salute, ai cittadini gioverebbe l'aumento delle tasse sul fumo, in quanto i governi avrebbero, ovviamente un maggiore introito: "Per Margaret Chan, direttrice generale dell'Oms, "aumentare le tasse sul tabacco è il modo più efficace per ridurne il consumo e salvare vite umane". L'aumento dei prezzi del tabacco risulterebbe particolarmente efficace nel dissuadere i giovani dal cominciare a fumare. L'Oms ha calcolato che se tutti i paesi aumentassero le tasse su tabacco, sempre del 50% per ogni confezione, i governi guadagnerebbero più di cento miliardi di dollari di fatturato globale supplementare." Sul Sole24ore.it leggiamo che un gruppo di scienziati, tra cui spicca il nome di Umberto Veronesi "ha preso carta e penna e ha scritto ai vertici dell'Organizzazione mondiale della sanità per sventare il possibile inserimento delle sigarette elettroniche classificandole come sigarette di tabacco nella Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco (FCTC) dell'Oms che si riunirà a ottobre a Mosca." Infatti secondo gli scienziati "classificare le e-cigarettes al pari delle sigarette convenzionali è sbagliato non solo perché le "e-cig non sono prodotti del tabacco", ma anche perché affermare che "sono rischiose quanto altri prodotti del tabacco – continua la lettera - invierebbe un messaggio erroneo e desolante ai milioni di svapatori che hanno usate le e-cig per smettere di fumare, e scoraggerebbe il resto dei fumatori dal provarle".



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