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Gli antibiotici: possono innescare reazioni autoimmuni

Secondo una nuova ricerca il rischio di effetti collaterali non dovrebbe essere sottovalutato

Pubblicato il 02/04/2014 da Prevenzione a tavola

La codifica di ogni gene include un messaggio alla sua fine che segnala al sistema di traslazione di fermarsi. Alcune patologie, come la fibrosi cistica o la distrofia muscolare di Duchenne, derivate da mutazioni, possono introdurre questo segnale di stop nel mezzo di un gene essenziale, causando la troncatura della proteina risultante. Alcuni antibiotici che inducono il sistema di traslazione della cellula ad ignorare lo stop sono in fase di studio come potenziale terapia per queste malattie. Ma una nuova indagine pubblicata sulla rivista PNAS avverte che potrebbe esserci il rischio di innescare reazioni autoimmuni. Dovremo riflettere attentamente su questo potenziale effetto collaterale, un probabile meccanismo che innesca l'autoimmunita'", ha spiegato Laurence Eisenlohr della Thomas Jefferson University (Usa), tra i responsabili dello studio che ha esaminato una classe di antibiotici che comprende la gentamicina con la proprieta' unica di indurre la cellule a leggere attraverso i codoni di termine (stop) nel codice genetico, producendo una proteina piu' lunga. Questo processo puo' aiutare a salvare la traslazione dei geni mutati, la cui lavorazione viene interrotta da codoni di stop aberranti, come avviene nella fibrosi cistica. Tuttavia, quando la cellula legge attraverso i normali codoni di stop puo' creare proteine dalla lunghezza anomala al suo interno. Pezzi di queste proteine anomale potrebbero essere rilevati dal sistema immunitario. La teoria e' stata testata esponendo la linea cellulare HeLa alla gentamicina, meccanismo che ha indotto la crescita di nuovi peptidi sulla superficie delle cellule: diciassette peptidi rilevati dal sistema immunitario. "I risultati suggeriscono che la gentamicina puo' indurre la cellula a sottoporre nuovi frammenti proteici al sistema immunitario", ha precisato Elliot Goodenough, autore principale della ricerca."Tuttavia non siamo ancora certi che in presenza di questi frammenti il sistema attivi difese che causino autoimmunita' ma e' un rischio potenziale e da considerare approfonditamente. L'infiammazione associata alle malattie batteriche - ha continuato - segnala alle cellule immunitarie che i peptidi che incontrano sono pericolosi. Quando la gentamicina combatte i batteri che causano l'infezione, induce le cellule normali a produrre proteine anomale che rilevate dal sistema immunitario potrebbero avviare una reazione autoimmune". (Fonte)



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