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Alpi, ghiacciai sempre più deboli

Si sono addirittura dimezzati quelli del Friuli Venezia Giulia, mentre in Veneto si registra un calo del 26%.

Pubblicato il 25/02/2014 da Prevenzione a tavola

I ghiacciai alpini si riducono sempre di più. Si sono addirittura dimezzati quelli del Friuli Venezia Giulia, mentre in Veneto si registra un calo del 26%. E' quanto emerge dal nuovo Catasto dei ghiacciai italiani nella parte dedicata al Nordest. Si tratta di un progetto di ricerca che monitora lo stato di salute delle Alpi italiane, indicatore dei cambiamenti climatici, realizzato dall'Università degli studi di Milano, con il sostegno del gruppo San Pellegrino, e del Comitato EvK2Cnr. Sciolti dal clima caldo - I piccoli ghiacciai di Veneto e Friuli-Venezia Giulia stanno risentendo dei cambiamenti climatici. Si sono ridotti in spessore e superficie, in linea con la tendenza al regresso riscontrata nelle altre regioni d'Italia. Nel corso degli anni, si sono, però, ricoperti di detrito, a causa dei crolli delle pareti circostanti, che li ha protetti riducendo la quantità di calore, limitando la fusione e quindi conservandoli più a lungo. Nuove scoperte - Il glaciologo Claudio Smiraglia, dell'Università di Milano e a capo del progetto di ricerca, spiega: "Seppur di difficile individuazione sono oggi molto numerose le placche di ghiaccio interamente ricoperte da detrito". Ma c'è una sorpresa: si è scoperto che sono più di quanti si supponeva, 38 corpi glaciali rispetto ai 25 finora considerati, anche se si tratta di piccole formazioni, glaciovenati, spesso non visibili perché coperti di detriti. Il nuovo catasto, con foto aree di dettaglio, ha permesso di classificare in Veneto 13 piccoli glacionevati che portano a 38 il numero dei ghiacciai totali della regione. Quanto ai ghiacciai del Friuli-Venezia Giulia, sono stati catastati 4 glacionevati e un piccolo ghiacciaio (tutti con superficie inferiore a 0,1 km quadrati). In totale si tratta di 5 corpi, 2 in meno rispetto a 50 anni fa. La loro superficie complessiva è passata da 0,38 a 0,19 km quadrati, con una riduzione percentuale del 50%.



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