I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo blog. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Dettagli OK

La droga più diffusa al mondo? La caffeina

Crea dipendenza al pari delle altre droghe. Lo dicono i ricercatori americani

Pubblicato il 30/01/2014 da Prevenzione a tavola

Caffè al mattino, qualcosa di irrinunciabile per milioni di persone in tutto il mondo. Ma cosa succederebbe se a questo esercito di fanatici della tazzina venisse tolta improvvisamente questa abitudine? Almeno nella metà dei casi potrebbero avere anche sintomi riconducibili a quelli di una crisi da astinenza. Eppure, la dipendenza da caffè è un problema in aumento ma ancora poco considerato, avvertono gli esperti dell'American University, della Johns Hopkins University School of Medicine e della University of Vermont sul 'Journal of Caffeine Research'. La psicologa Laura Juliano, prima firmataria del lavoro, evidenzia che molte persone sono oggi dipendenti da caffeina al punto da avere sintomi di astinenza e di non essere in grado di ridurre il consumo di questa bevanda nemmeno nelle condizioni in cui si sconsiglia, come durante la gravidanza, in presenza di malattie del cuore o di un disturbo della coagulazione del sangue. Questi sintomi combinati danno vita a una condizione chiamata 'Caffeine Use Disorder', ossia disturbo da uso di caffè. E secondo l'esperta, anche se la caffeina può essere considerata la droga più comunemente usata nel mondo e si trovi ormai ovunque, dal caffè al tè, alla soda, agli antidolorifici, al cioccolato e in tutta una serie di alimenti e bevande energetici, gli operatori sanitari stanno tardando nel considerarne l'abuso come qualcosa di problematico e nel riconoscere che in alcuni casi si potrebbe aver bisogno di un trattamento specifico per risolvere il problema. Lo studio riassume i risultati di ricerche precedentemente pubblicate per presentare le prove biologiche della dipendenza da caffeina. I risultati mostrano quanto sia diffuso questo fenomeno e quanto siano significativi i sintomi fisici e psicologici sperimentati dai consumatori abituali di caffeina. La comunità scientifica sta cominciando a considerare il problema: la scorsa primavera, l'American Psychiatric Association ha ufficialmente riconosciuto il disturbo da uso di caffeina come un problema di salute reale che deve essere approfondito anche nel 'Diagnostic and Statistical Manual of Mental Health Disorders', il Dsm.5. "C'è un malinteso sia tra i professionisti della salute che fra i cittadini, secondo cui rinunciare alla caffeina non sarebbe affatto difficile. Al contrario, gli studi hanno messo in luce che oltre il 50% dei normali consumatori di caffeina ha avuto difficoltà a smettere o a ridurre il consumo di questa sostanza", dice Juliano, che ricorda che gli adulti sani dovrebbero limitare il consumo di caffeina a non più di 400 mg al giorno, l'equivalente di circa 2-3 tazzine. Le donne in gravidanza dovrebbero consumarne meno di 200 mg al giorno e le persone che soffrono regolarmente di ansia o insonnia, così come gli ipertesi, i malati cardiaci o con problemi urinari dovrebbero limitare ancora di più il consumo di caffeina. "I produttori - consiglia inoltre l'esperta - dovrebbero indicare sulle etichette la quantità di caffeina". (Adnkronos Salute)



banner basso postfucina







  • Segui Prevenzione a Tavola:





Leave a Reply

NOTIZIE + RECENTI

Gli alimenti che fanno male alla prostata

Ecco cosa mangiare d'estate per tenere la prostata in salute

La panzanella: la vera ricetta e le inaspettate proprietà del pane toscano DOP

Mangiare la panzanella può essere estremamente prezioso per il nostro organismo

Bere un tè al giorno protegge il cuore, specie negli anziani

Rallenta la naturale diminuzione del colesterolo Hdl, quello cosiddetto 'buono'

Scoperto perché una mela al giorno leva il medico di torno

Il segreto è contenuto nei polifenoli che hanno un ruolo decisivo nel microbiota dell'intestino

La ricetta dell’Acquasale pugliese, piatto povero ma ricco

Acquasale, una tipica ricetta Salentina povera negli ingredienti ma ricca in principi nutritivi

Corsi - Prevenzione a tavola

I valori nutrizionali della farina di grano duro

La classificazione degli sfarinati e la superiorità nutrizionale della farina integrale e dei suoi derivati

Alla scoperta della Meloncella, frutto-verdura dalle mille virtù

La meloncella del Salento è ricchissima di proprietà nutritive e benefici per il nostro organismo

Conoscete la cottura passiva?

La cottura passiva fa risparmiare e conserva tutti i nutrienti

Corsi - Prevenzione a tavola

Il tè verde mantiene il cuore in salute e contrasta l’infarto

Il merito potrebbe essere di una sostanza antiossidante contenuta nel tè verde

Il mango contrasta stitichezza e intestino pigro

Studio rivela che basta un mango uno al giorno

Tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno in un’unica ciotola

Impariamo a preparare la ciotola di Buddha per un pasto sano e completo

Perché è bene consumare mandorle italiane

Le mandorle rappresentano un'ottima merenda, sana, nutriente e saziante

Cosa significano i numeri e le lettere sulle uova?

Importante informarsi per sapere che tipo di uova stiamo acquistando

Le uova non aumentano il colesterolo né rovinano il fegato

Sfiatiamo un falso mito e facciamo chiarezza sul ruolo delle uova nella nostra alimentazione

La pasta madre: proprietà, benefici e vantaggi in cucina

Anche chiamato lievito madre, migliora la regolazione della glicemia e la digeribilità dei prodotti