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L’inquinamento fa innalzare il rischio infarto

Lo studio pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale British Medical Journal

Pubblicato il 24/01/2014 da Prevenzione a tavola

L'inquinamento dell'aria provoca un aumento di rischio di infarto ed angina del 12%: il nuovo studio europeo, in Italia condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio e dalla Città della Salute di Torino, ha esaminato più di 100.000 soggetti residenti in 7 città di 5 Paesi europei. Si stima che per ogni aumento nella media annuale di esposizione a particolato (le particelle di diametro inferiore a 10 micrometri, PM10) di 10 µg/m3 vi è un aumento del rischio di attacchi cardiaci del 12%. La ricerca del gruppo ESCAPE sugli effetti dannosi dell'inquinamento è stato da poco pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale British Medical Journal (BMJ). I ricercatori hanno utilizzato i dati del progetto ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects, coordinato dalla Università di Utrecht in Olanda). I soggetti in studio sono stati seguiti per circa 12 anni e più di 5.000 hanno avuto un primo infarto o un ricovero per angina instabile. In Italia lo studio ha coinvolto circa 14.000 persone. Hanno collaborato allo studio numerosi enti tra cui le Agenzie ambientali dell'Emilia-Romagna, del Lazio e del Piemonte. L'associazione tra esposizione prolungata a particolato ed incidenza di infarto ed angina è stata confermata anche tenendo conto di diversi fattori individuali, come l'abitudine al fumo, lo stato socio-economico, l'attività fisica, il livello di istruzione e l'indice di massa corporea. I risultati mostrano che il particolato è l'inquinante più dannoso, anche per concentrazioni sotto i limiti consentiti dall'attuale Legislazione europea. La ricerca rileva che "quasi il 90% della popolazione mondiale vive in luoghi al di sopra delle linee guida dell'OMS ".(ANSA)



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