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Il Marsili preoccupa, il CNR lo tiene d’occhio

Si studia il comportamento del vulcano più grande d'Europa

Pubblicato il 16/01/2014 da Prevenzione a tavola

"Stiamo scrivendo dei progetti con lo scopo di implementare un sistema di monitoraggio che ci permettera' di valutare la pericolosita' del vulcano sottomarino Marsili, legata per lo piu' all'innesco di eventi franosi". Lo ha detto all'AGI Mattia Vallefuoco dell'Istituto per l'ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Iamc-Cnr) che, in collaborazione con l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma (Ingv) e altri partner internazionali, ha firmato uno studio su 'Gondwana Research' da cui e' emerso che il piu' grande vulcano d'Europa e del Mediterraneo e' attivo. "Sappiamo che il Marsili puo' innescare frane ma non sappiamo quale possa essere la portata di questi eventi", ha detto Vallefuoco, "stiamo parlando di un vulcano - ha spiegato - che si estende sui fondali del mar Tirreno, tra Calabria e Sicilia con profondita' che superano gli 800 metri. Si tratta quindi di un ambiente di studio molto difficile. Abbiamo bisogno, ad esempio, di sensori in grado di resistere alla pressione marina". Per questo i ricercatori sono gia' a lavoro. "Non ci vogliamo fermare" ha sottolineato Vallefuoco. "Continueremo le nostre ricerche - ha aggiunto - insieme a equipe internazionali. Stiamo valutando l'eventualita' di presentare i nostri progetti per chiedere finanziamenti. Per l'Italia e' un momento difficile, ma io faccio il mestiere piu' bello del mondo e non mi arrendo". (AGI)



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