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I tatuaggi ostacolano la diagnosi dei tumori alla pelle

Stavolta l'allarme tatuaggi arriva dagli oncologi del Pascale di Napoli riuniti al Melanoma Bridge

Pubblicato il 10/12/2013 da Prevenzione a tavola

Stavolta l'allarme tatuaggi arriva dagli oncologi del Pascale di Napoli riuniti al "Melanoma Bridge" -un convegno internazionale in corso a Napoli- che, fornendo i dati positivi sull’aumento dei tassi di sopravvivenza per tutti i tumori in Europa, hanno sollevato il problema sul melanoma (il tumore della pelle), che sarebbe difficilmente diagnosticabile in tempi brevi proprio a causa della 'body art'. In Italia si stima che oggi al melanoma sopravviva l’84% dei maschi contro il 69% di 20 anni fa e anche la sopravvivenza femminile è cresciuta, passando da 83% a 89%. “Sono buoni i dati sul melanoma”, sottolinea Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e Direttore dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del Pascale di Napoli, “Ma ancora ci sono margini di miglioramento sul fronte della diagnosi precoce. Per questo va posta particolare attenzione ai tatuaggi, che – pur non aumentando il rischio di melanoma – possono rendere più difficile la diagnosi”. Il motivo sta nei pigmenti che ostacolano il monitoraggio dei nei, i cui cambiamenti rappresentano il segnale della trasformazione in forma tumorale e inoltre, come sottolinea l’esperto, il 50% dei melanomi si sviluppa a partire da nei preesistenti, per cui i tatuaggi non dovrebbero mai essere eseguiti su lesioni pigmentate. In Italia, un milione e mezzo di persone ha almeno un tatuaggio e di questi il 7,5% sono ragazzi giovanissimi, di età compresa tra i 12 e 18 anni: n mercato, quello del tattoo, che cresce in maniera esponenziale visto che il numero delle imprese che propongono tatuaggi e piercing è salito a 1.537 nel 2013, quintuplicantosi in soli tre anni. (Today)



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