I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo blog. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Dettagli OK

Tumori multipli, ecco chi rischia

In Italia ci sono 2 milioni e 800mila persone che rischiano più delle altre di vedersi diagnosticare un tumore

Pubblicato il 03/12/2013 da Prevenzione a tavola

MILANO - In Italia ci sono 2 milioni e 800mila persone che rischiano più delle altre di vedersi diagnosticare un tumore. Sono gli ex-pazienti, già curati in precedenza per una neoplasia e con il 10 per cento in più di probabilità di ammalarsi di nuovo rispetto a chi non ha mai avuto il cancro. Allo studio dei tumori multipli è interamente dedicato il Rapporto AIRTUM 2013 dell’Associazione Italiana Registri tumori pubblicato come supplemento di Epidemiologia & Prevenzione, la rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, che fa il punto su questo problema per offrire un utile strumento di prevenzione e cura dei secondi tumori. GLI EX MALATI RISCHIANO DI PIÙ - Le persone che vivono dopo una diagnosi di cancro sono sempre più numerose e rappresentano oltre il quattro per cento della popolazione italiana. «Ci sono diversi motivi per spiegare i rischi maggiori a cui vanno incontro gli ex-pazienti – spiega Emanuele Crocetti, segretario nazionale AIRTUM -. Innanzitutto ci sono le stesse “cause scatenanti” del primo tumore, come risulta chiaro per esempio nei fumatori per le forme di cancro che insorgono nei diversi organi bersaglio dell’esposizione a fumo di tabacco. E poi ci sono la predisposizione genetica e gli effetti collaterali di trattamenti effettuati per il primo tumore. Infine, c’è la maggiore attenzione diagnostica, perché gli ex pazienti si sottopongono a frequenti e regolari controlli di follow up e questo può portare a un “eccesso” di diagnosi, portando alla luce neoplasie che sarebbero restate silenti e mai individuate in altre persone, senza modificare la loro aspettativa di vita». Secondo gli esperti, lo studio dei tumori successivi al primo è importante per diverse ragioni. Prima di tutto per quantificare, per sede di primo e sede di secondo tumore, se questo rischio sia diverso per i pazienti rispetto alla popolazione generale. Poi queste conoscenze aiutano i medici a stabilire meglio follow-up clinico, cioè i controlli successivi al trattamento della prima neoplasia. Infine per capire di più sui processi di formazione del cancro, visto che I tumori multipli possono essere espressione di sindromi ereditarie e anche effetto collaterale di alcune terapie . COSA SI PUÒ FARE - Che chemio e radioterapia possano indurre nel tempo, anche a distanza di molti anni, all’insorgenza di altri tumori è cosa ormai ben nota agli oncologi: «Non bisogna allarmarsi – precisa Crocetti –: anche per questo gli ex malati vengono sorvegliati, in modo da scoprire e curare tempestivamente eventuali recidive o seconde neoplasie. Così come si vigila, con le molte strategie che oggi sono a disposizione, su chi ha una predisposizione genetica. C’è però qualcosa di utile che i pazienti possono fare per limitare le probabilità di ammalarsi di nuovo: modificare il proprio stile di vita, renderlo il più salutare possibile». Alcuni studi hanno indagato sulle abitudini di chi si è lasciato un cancro alle spalle, scoprendo che spesso restano immutate rispetto ai comportamenti a rischio. O addirittura sono peggiori rispetto a quelle di chi non si è mai ammalato. Eppure è stato scientificamente dimostrato: se si segue un’alimentazione corretta, si evitano sovrappeso e obesità, si fa regolarmente attività fisica e, soprattutto, si smette di fumare diminuiscono di diversi punti percentuali le probabilità di avere una ricaduta del primo tumore o di ammalarsi una seconda volta di una diversa forma di cancro. IL RAPPORTO - Il rapporto AIRTUM 2013 si basa sui dati raccolti, dal 1976 al 2010, da 31 Registri tumori italiani, che complessivamente coprono circa la metà della popolazione residente nel Paese. «Abbiamo seguito nel tempo 1.643.217 pazienti (884.945 uomini e 758.272 donne) che hanno ricevuto una diagnosi di tumore tra il 1976 e il 2010 e abbiamo documentato un aumento di circa il 10 per cento del rischio di avere una nuova diagnosi tumorale rispetto alla popolazione generale – dice Carlotta Buzzoni, statista dell’Istituto Per Lo Studio E La Prevenzione Oncologica (ISPO) di Firenze e coordinatrice del rapporto -. Più precisamente, il pericolo sale del 12 per cento fra le donne e dell’8 fra gli uomini, una differenza di percentuali che si spiega soprattutto con la diversa natura delle forme di cancro più frequenti nei due sessi». Per capire meglio basta pensare al carcinoma mammario, che in molti casi ha cause genetiche ed ormonali, comuni ad altri tipi di cancro (come quelli di colon e ovaio): il che favorisce le probabilità di sviluppare una seconda neoplasia. Probabilità sostenute anche dal fatto che la stragrande maggioranza delle donne curate per un tumore al seno vive a lungo e invecchiando cresce naturalmente per tutti il pericolo d’ammalarsi. Vera Martinella (Fondazione Veronesi) per Corriere.it



banner basso postfucina







  • Segui Prevenzione a Tavola:





Leave a Reply

NOTIZIE + RECENTI

Mangiare frutta e verdura rende felici

Uno studio dimostra che il benessere individuale cresce all'aumentare delle porzioni di frutta e verdura

Se mangi cavolo viola la tua salute ti ringrazierà

Ricco di vitamine, ottimo per la salute degli occhi e per abbassare il colesterolo

Zuppa di borlotti con maltagliati fatti in casa

Berrino: come invecchiare in salute con la corretta alimentazione

Il cibo è la nostra arma più forte contro le malattie croniche

Come usare gli agrumi per combattere tosse, mal di gola, raffreddore

I trucchi del contadino a base di agrumi contro i malanni di stagione

Corsi - Prevenzione a tavola

Muffin con olive e capperi agli aromi

Oggi prepariamo di gustosi muffin salati buonissimi ma ottimi per il nostro organismo

Cosa mangiare per combattere il freddo

Arriva la “dieta universale” per prevenire le malattie e salvare il pianeta

Corsi - Prevenzione a tavola

Quanti grammi di fibre e cereali integrali servono contro cancro, diabete e infarto?

Il sale rosa dell’Himalaya fa bene?

Sento spesso farmi questa domanda: ”Il sale rosa fa bene? E’ meglio di quello bianco?”

Come stufare carciofi e cicoria

uUn accostamento semplice che unisce due sapori particolari che insieme si armonizzano

Il dolcificante fa davvero perdere peso?

Veronesi: le sostanze anti-cancro di frutta e verdura

Come proteggerci dalle numerose sostanze potenzialmente cancerogene intorno a noi

10 ottime ragioni per portare in tavola il radicchio rosso

Moltissimi benefici per la nostra salute

La carne rossa collegata al rischio infarti e ictus

Troppa carne rossa mette in circolo una sostanza legata al rischio cuore