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Il Cavaliere nero è sconfitto

di Aldo Giannuli

Pubblicato il 28/11/2013 da Aldo Giannuli

Allora, ce la abbiamo fatta: il Cavaliere Nero è sconfitto ed espulso dalla vita politica, si schiudono le porte per un avvenire radioso della sinistra in Italia… Mha! Qualche giorno fa un amico –con un sorrisetto ironico- mi ha posto questa domanda: “Secondo te chi vincerà le prossime elezioni politiche?” Risposta: “Come si fa a rispondere? Non sappiamo quando, con che legge elettorale e con che schieramenti voteremo, come faccio a fare una previsione sensata? Però posso dirti ragionevolmente chi perderà: il Pd ed i suoi alleati.” Indignazione del mio amico: “Ma che dici?! La destra è spappolata, scissa, con Berlusconi ormai fuori gioco. Il centro è il solito fantasma che non esiste; il M5s va male in tutte le elezioni amministrative ed è grasso che cola se conferma i voti che aveva, figurati se cresce! Insomma, contro chi dovrebbe perdere il Pd?” E’ vero, questa volta per il Pd è molto dura riuscire a perdere, ma abbiate fede: ce la metterà tutta e ci riuscirà ancora una volta. Mi ha congedato dandomi del menagramo. Assolutamente no: non ho alcuna intenzione di fare il menagramo, solo che, facendo lo storico, so che la sinistra italiana ha una capacità diabolica di farsi battere. La sconfitta per la sinistra italiana (o quel che ne rimane) non è solo il possibile esito di un confronto: è un valore, una missione, una ragion d’essere. E peggio ancora quando si illude di stare per vincere: non so perché, ma la scena di oggi della decadenza di Berlusconi mi ha richiamato alla memoria una certa scena davanti all’hotel Raphael di Roma nel 1993. Poi, dopo qualche mese spuntò Berlusconi… e perdemmo. In 67 anni di storia repubblicana, la sinistra ha vinto (se per vinto si intende non una avanzata elettorale, ma il prendere seggi dell’avversario) solo tre volte: nel 1996, nel 2006 e nel 2013. Nel 1996, in realtà, la sinistra ebbe circa 3 milioni di voti popolari in meno della destra, che però si era divisa fra Lega e Fi-An. Nel 2006, sembrava che la sinistra dovesse stravincere a mani basse, stando ai risultati delle regionali di 1 anno prima. Poi vinse per soli 24.000 voti e riuscì a dissipare la vittoria in meno di due anni (non per “colpa” della sinistra radicale, come si dice spesso, ma per il passaggio dall’altra parte di Dini e Mastella) riaprendo le porte a Berlusconi. Nel 2013, i sondaggi davano il Pdl in caduta libera, addirittura sotto il 15%. Poi la sinistra ha “vinto” per soli 300.000 voti e solo alla Camera, mentre al Senato non ce l’ha fatta ed il risultato è questa delizia di governo. Insomma la sinistra ha vinto in 3 elezioni su 16, con margini risicatissimi e si è subito precipitata a correggere l’errore dell’elettorato, dissipando la vittoria. Mica male come bilancio! Vedrete che questa volta, anche senza il Cavaliere candidato, questi saranno capaci di perdere. Come? In primo luogo con il solito vizio dell’intempestività. Il “momento magico”, per cui la sinistra forse (sottolineo: forse) può farcela è entro la prossima primavera, con gli altri ancora in pieno scompiglio. Già nel 2015 o la destra si sarà riorganizzata intorno a Forza Italia, con qualche candidato che oggi neppure immaginiamo, o si sarà squagliata, ma per dar vita ad una bella riedizione della Dc intorno ad Alfano, Casini ecc. Ma vedrete che non voteremo neppure nel 2015, perché in quell’anno ci sono sia le elezioni regionali (salvo Lombardia, Lazio, Abruzzo e regioni a statuto speciale), sia l’Expo, per cui: a. le forze di polizia premeranno per un rinvio non essendo in grado di reggere una congestione di appuntamenti del genere b. i partiti resisteranno all’idea di un bagno di sangue finanziario come due consultazioni generali a breve distanza una dall’altra (e credo che questa volta neppure si possa fare l’election day) c. probabilmente la riforma costituzionale non sarà completata, quantomeno per la primavera d. al solito “L’Europa ce lo chiede”: tirate avanti ancora 1 anno. Dunque, ci sono ottime premesse per andare al 2016, dando agli altri tutto il tempo di riprendere fiato. Nel frattempo il governo continuerà a non fare praticamente nulla, salvo inventarsi sempre nuovi nomi per vecchie tasse e magari inventerà la IAS (Imposta A Sfregio) senza altro scopo che far incazzare selvaggiamente l’elettorato e, magari, per essere proprio sicuri di perdere, fisserà il pagamento a due settimane dal voto. Ovviamente l’occupazione calerà ancora, il registro dei fallimenti si gonfierà… Quanto poi al piano della moralità pubblica non è neppure il caso di dire: ogni due settimane uscirà un nuovo verbale sulla Cancellieri alla quale Letta farà eroicamente scudo con il suo corpo e le sue ben note “palle d’acciaio”. Ormai siamo al governo Napolitano-Ligresti. E voi volete che una cosa così riesca a vincere le elezioni? Accetto scommesse. Cordialmente vostro, Aldo Giannuli



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