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Sin, le città italiane in cui i neonati muoiono di inquinamento

In 15 anni sono stati 3328 decessi di neonati e 91 gravidanze finite male

Pubblicato il 20/11/2013 da Prevenzione a tavola

C'è un allarme ancora inascoltato. E riguarda i siti più inquinati d'Italia e la mortalità dei bambini. I dati degli epidemiologi sulle zone inquinate dicono che "In 15 anni sono stati 3328 decessi di neonati e 91 gravidanze finite male". Le situazioni più critiche si sono verificate a Mantova, Taranto e Massa Carrara. La notizia la riporta l'Espresso. Eccone alcuni passaggi: I Sin sono i Siti di interesse nazionale, i luoghi più inquinati d’Italia, i buchi neri del Paese, che rappresentano il 3% di tutto il territorio. Complessi industriali, petrolchimici, discariche, acciaierie: anche quando le attività produttive hanno chiuso i battenti, o sono oramai residuali, la loro eredità permane nelle falde acquifere e nei terreni. E lascia traccia nella salute dei residenti. O dei piccoli residenti. Come sta dicendo appunto la ricercatrice, che negli anni è diventata l’anima del progetto Sentieri, lo studio del governo commissionato all’Istituto superiore di Sanità e al Cnr per fotografare la salute dei residenti di 44 dei 57 Sin. Primo cerchio rosso: in 15 anni, dal 1995 al 2009, i bambini da 0 a 1 anno che sono deceduti nei Sin sono 3328. Sono 128 in più dei casi attesi: circa nove all’anno per 15 anni. Solo nel primo anno di vita. Secondo cerchio rosso: origine perinatale. Sono 91 gravidanze finite male, bambini morti prima di nascere, feti abortiti. Casi in eccesso: se ne attendevano 1812, sono stati osservati 1903. Non si parla di tumori, anzi quelli sono anche inferiori ai casi attesi, ma di tutte le altre cause di mortalità Nelle pubblicazioni di settore, spulciando tra i documenti a disposizione dei congressisti, ecco i buchi neri più buchi neri d’Italia: Mantova, innanzitutto. La città del polo petrolchimico, e del Festival della Letteratura, ha 13 casi in più di neonati morti, rispetto a quelli attesi, e ben 49 tra i bambini fino a 14 anni. Taranto, ovviamente: ne ha 31 fino a un anno (è il record in Italia) e 18 nell’altra fascia. Segue il Sin di Massa Carrara, che comprende gli impianti della Syndial (Eni), della Solvay, l’ex Farmoplant e l’ex Ferroleghe, ma anche zone non contaminate e alcuni tratti di mare a ridosso della costa. Ci sono 12 neonati morti in più rispetto al resto d’Italia, 15 tra i bambini fino a 14 anni. «Bisogna agire, e presto – dice Roberta Pirastu – perché parliamo di terre contaminate e di numeri che possono solo crescere, se non si fa qualcosa».



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