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Sgombro in scatola, il sequestro che preoccupa

I Nas hanno disposto il ritiro di circa 80.000 confezioni. Ma la marca è un mistero

Pubblicato il 25/10/2013 da Prevenzione a tavola

I Nas hanno disposto il ritiro di circa 80.000 confezioni (32 tonnellate) di sgombro al naturale. In seguito alla segnalazione da parte di un cittadino, è stata accertata presso un'azienda importatrice di Genova, la presenza di parassiti in alcuni campioni di sgombro al naturale in scatola. I militari del nucleo hanno accertato che oltre 165.000 confezioni di sgombro sono state distribuite sul territorio nazionale, dove sarebbero state vendute - presumibilmente - al dettaglio al costo di circa 4 euro. A seguito dell'intervento, la ditta ha avviato le procedure per il ritiro dei prodotti commercializzati. L'ipotesi della presenza di parassiti Inizialmente le ricerche si sono concentrate su una possibile contaminazione da Anisakis, un parassita che può essere comunemente presente in alcuni tipi di pesce fresco, congelato o marinato, tra cui lo sgombro. L'ingestione di questo parassita risulta rischiosa se la carne di pesce viene consumata cruda. Trattandosi di un prodotto in scatola, quindi presumibilmente sottoposto a sterilizzazione, questo rischio dovrebbe essere perciò scongiurato. Il sequestro potrebbe quindi essere stato disposto per procedere alla ricerca dell'istamina, una sostanza presente negli alimenti in cattivo stato di conservazione. Cos'è l'istamina e quali rischi comporta L'istamina, una sostanza che si forma in alcuni alimenti fermentati e nel pesce (soprattutto se mal conservato), in certi casi può causare malesseri molto simili a quelli che si manifestano in caso di allergia. Per alcuni tipi di pesce come tonno, acciughe e sgombri esistono precisi limiti di legge sul tenore massimo di istamina consentito. Si può evitare il rischio di intossicazione assicurando un'igiene impeccabile durante la lavorazione del pesce e conservandolo in condizioni di refrigerazione. Anche per il tonno in scatola, una volta aperto, la raccomandazione è quella di consumarlo rapidamente. Necessaria maggiore chiarezza Chiediamo, ancora una volta, che si facciano i nomi dei prodotti ritirati. Questo genere di informazioni, infatti, rischia di generare allarmismi e disorientamento per il consumatore. Il ministero della Salute deve fare chiarezza. (ALTROCONSUMO) GUARDA IL VIDEO SHOCK: ECCO COME FANNO I WURSTEL



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