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Le sigarette di contrabbando che sanno di arsenico

Un'inchiesta di Antonio Crispino su Corriere.it racconta dell'ultimo trend dell'Italia in crisi. Costano 2 euro

Pubblicato il 25/10/2013 da Prevenzione a tavola

Un'inchiesta di Antonio Crispino su Corriere.it racconta dell'ultimo trend dell'Italia in crisi: torna di gran carriera in auge il contrabbando di sigarette. Il tenente colonnello Alessandro Langella, capo ufficio delle operazioni del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli: "Se la congiuntura economica spinge gli italiani a comprare prodotti che costano meno, figurarsi cosa può succedere in una regione come la Campania dove il tasso di disoccupazione è in crescita ininterrottamente da otto anni. Nel 2011 ha raggiunto il 15,5% contro il 9,6 della media nazionale". I dati della Guardia di Finanza sono implacabili: "Assistiamo a una semplice regola di mercato: più c’è domanda e più cresce l’offerta. A Napoli c’è una maggiore recrudescenza perché il know how è già noto da anni, è bastato rispolverarlo". Basti pensare che nell'anno passato in Campania sono state sequestrate oltre 44 tonnellate di tabacchi lavorati esteri: +118% rispetto al 2011. Non solo Napoli però, è boom in tutta la Penisola. Il contrabbando del nuovo millennio è globale. Non nasconde più i carichi di «bionde» nei sottoscala del «triangolo delle bionde», ossia nei comuni di Afragola, Giugliano e Cardito, in provincia di Napoli. Le grandi organizzazioni criminali hanno capito che non conveniva concentrare tonnellate di stoccaggi solo a Napoli, dove l’attenzione e i blitz sono maggiori. Così hanno creato depositi clandestini in Piemonte, Lombardia, Austria e Germania. I carichi arrivano via mare, tramite container da Cina, Grecia, Polonia, Romania e Ucraina.Per portare le "bionde" da un paese all'altro sono utilizzate intercapedini ricavati nei pianali degli autocarri. Sul mercato nero ogni pacchetto da 20 sigarette ha un prezzo che va dai 2.00 ai 3.50 euro. I nomi delle marche sono Jin Ling (una versione caricaturale delle Camel), Fect o Raquel (più simili alle Marlboro classic). Il ragazzino ci consegna i pacchetti con un avvertimento: «Vengono dalla Polonia, hanno un sapore un po’ strano, ci dovete fare l’abitudine». Ma sarebbe davvero difficile fare l’abitudine all’arsenico e ai metalli pesanti che i laboratori della Anti Illicit Trade Intelligence Unit di Southampton hanno rinvenuto in un carico di sigarette proveniente dalla Polonia. Stessa pericolosità per i pacchetti made in China. Mariano, un altro ragazzino addetto alla vendita in strada, ci mostra due pacchetti di Marlboro. (fonte)



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